Egitto: sospesa la produzione di auto

Le maggiori Case automobilistiche che hanno stabilimenti in Egitto hanno fermato la produzione in attesa che si stabilizzi la situazione.

E' partita la grande fuga. Non è il film del 1963 con Steve McQueen e Charles Bronson ma è la realtà di quello che sta accadendo in Egitto, dove gli stabilimenti automobilistici hanno sospeso la produzione e molti manager sono precipitosamente partiti per la madrepatria.

Le sommosse degli ultimi giorni, unità all'incertezza politica per il futuro, hanno fatto sì che Nissan, General Motors, Daimler e Bmw fermassero le rispettive catene di montaggio e le conseguenti consegne di auto per timore sia di danni agli impianti e ai prodotti sia per paura di mettere a repentaglio l'incolumità di chi ci lavora. E intanto non si sa se o quando si potrà ricominciare ad assemblare i veicoli da destinare a quel mercato.

Le uniche notizie certe vengono da Nissan, che se da un lato ha chiesto ai suoi dipendenti di tornare a casa, dall'altro ha manifestato la volontà di riprendere al più presto il lavoro nel suo stabilimento che ogni anno produce 10.000 unità, comunque insufficienti a soddisfare la domanda locale che, nel 2010, è stata di 12.000 veicoli con il brand del costruttore nipponico.

In ambasce anche Volkswagen, che ha reso noto di aver sospeso le spedizioni di auto in Egitto, lasciando molti carichi ad aspettare tempi migliori lungo la via che porta al porto di Alessandria.

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di Andrea Barbieri Carones | 02 febbraio 2011

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