Microcar: se la sicurezza non paga…

I dispositivi di sicurezza passiva come airbag e barre di rinfrozo fanno crescere i costi penalizzando le vendite delle vetture. E la legge non aiuta.

Microcar: se la sicurezza non paga...

di Lorenzo Stracquadanio

13 gennaio 2011

I dispositivi di sicurezza passiva come airbag e barre di rinfrozo fanno crescere i costi penalizzando le vendite delle vetture. E la legge non aiuta.

La sicurezza non sembra andare d’accordo con le microcar, le city car che si guidano senza patente e che ormai da qualche anno a questa parte impazzano nelle strade delle grandi metropoli italiane. Come testimoniato dai diretti interessati, cioè i costruttori, implementare moderni sistemi di sicurezza passiva su questi modelli – airbag e barre di rinforzo ad esempio – non farebbe altro che far schizzare troppo in alto i prezzi di listino, penalizzando così le vendite. È il parere di Stefano Lusetti, amministratore delegato di Bellier nonché vice presidente dell’associazione dei costruttori di microcar.

Ma oltre all’aspetto economico, legato alla dura legge del mercato, l’altro fattore è quello normativo. La legge stabilisce infatti che le microcar non devono pesare più di 350 kg ragion per cui diventa praticamente impossibile installare sistemi come airbag, abs o eventuali barre di rinforzo per rendere più resistente la scocca della vettura. [!BANNER]

Ancora una volta le minicar sono entrate nell’occhio del ciclone dopo l’ennesimo incidente in cui hanno perso la vita dei minorenni. Da lì la Procura di Roma aveva avviato un’indagine la cui conclusione, almeno per quello riguarda la tipologia di vettura, è stata impietosa: le microcar sono definite “notoriamente insicure” perché oltre alle modifiche illegali – frequentissime – che consentono di superare i 45 km/h di velocità massima, in caso di impatto con ostacoli, “non esiste alcuna garanzia di tenuta dell’abitacolo”. Sembra quindi un vicolo cieco dal quale non è possibile uscire, almeno in tempi brevi.