Tutor: i nuovi SICVE PM entreranno in funzione a luglio

Basati su una tecnologia “PlateMatching”, i nuovi dispositivi di rilevamento automatico della velcoità promettono di essere ancora più inflessibili.

Tutor: i nuovi SICVE PM entreranno in funzione a luglio

di Francesco Giorgi

14 giugno 2018

Quanti credevano che, con l’ordine di spegnimento dei “vecchi” Tutor, si potesse scorrazzare sulle autostrade nazionali senza il rischio di venire “pizzicati” per avere superato i limiti di velocità e le medie imposte, presto avrà da ricredersi, e tornare all’uso del piedino leggero sul gas. La Corte d’Appello di Roma, in una recente sentenza che aveva suscitato scalpore in tutta Italia, ordinava ad ASPI-Autostrade per l’Italia lo “switch-off” agli attuali strumenti di controllo automatico della velocità in uso ad Autostrade per l’Italia ed alla Polizia stradale. In realtà, il nuovo sistema – sviluppato in conformità al decreto del 31 maggio 2017 che ne approvava la tecnologia, ed anticipato nei giorni scorsi -, pronto ad entrare in funzione già nelle prossime settimane, rappresenterebbe una “evoluzione” del precedente.

Dal punto di vista tecnico, il nuovo Tutor – la denominazione esatta è SICVE PM, sigla che sta per “Sistema informativo per il controllo della velocità” – aggiunge al nome il suffisso “PM”, ossia PlateMatching. E qui sta la sostanziale novità: l’”occhio elettronico” puntato sui veicoli in transito non tiene più conto solamente dei caratteri alfanumerici delle targhe di immatricolazione, ma anche della esatta corrispondenza fisica delle targhe stesse in entrata e in uscita dai punti di rilevamento. In questo modo, se ne garantirebbe una maggiore efficacia operativa; in altri termini, minori possibilità di errore.

Il nuovo Tutor SICVE PM – frutto di un progetto di Autostrade Tech del 2016 e presentato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel novembre dello stesso anno; l’approvazione relativa, da parte del Ministero il quale peraltro ne vincolò l’affidamento della gestione unicamente alla Polizia stradale, arrivò il 31 maggio del 2017 – entrerà in funzione a partire da luglio: i primi apparecchi interesseranno le tratte autostradali maggiormente interessate dal maxi-esodo estivo (una indicazione che il direttore generale dei servizi di Polizia stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e dei reparti speciali di Polizia di Stato Roberto Sgalla aveva già annunciato nei giorni scorsi). Successivamente, altri SICVE PM verranno collocati sugli stessi 333 portali che già “ospitano” i vecchi Tutor  nell’intera rete di Autostrade per l’Italia: a pieno regime, i tratti autostradali sotto controllo del nuovo occhio elettronico saranno 242, a copertura di circa 3.100 km.

Il principio di funzionamento del nuovo SICVE PM si basa su tre unità di controllo: quella deputata al rilevamento dei flussi di traffico (le “stazioni periferiche” collocate sulle autostrade, a loro volta composte da sensori di traffico in tre varianti: una radar e due a spire magnetiche nella sede stradale; la centralina di rilevamento veicoli, quella di elaborazione locale e l’apparecchio di sincronizzazione GPS); il server centrale di raccolta ed elaborazione dati, situato nei locali di Roma del CNAI-Centro nazionale accertamento infrazioni della Polizia Stradale; e, sempre presso il CNAI, un dispositivo dedicato all’accertamento (sempre a cura della Polizia stradale) delle presunte violazioni che vengono individuate in automatico dal sistema.