Dal 2021 auto più sicure: le proposte della Commissione Europea

Nuovi dispositivi di emergenza, sicurezza attiva ed ausilio alla guida di serie su tutti gli autoveicoli con l’obiettivo di ridurre ulteriormente le vittime per incidenti stradali: le indicazioni UE.

Dal 2021 auto più sicure: le proposte della Commissione Europea

di Francesco Giorgi

24 maggio 2018

Il futuro sostenibile per la mobilità dovrà essere interessato, oltre che da un riassetto in termini di consumi, emissioni e sistemi di propulsione, anche da una revisione dei dispositivi di bordo finalizzati ad una sempre maggiore sicurezza. Lo indica, punto per punto, la Commissione Trasporti UE nel programma “Europe on the Move” varato nel 2017 dal presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker destinato a garantire, in un’ottica a lungo termine, nuovi standard di adeguamento dei sistemi di trasporto in Europa, soprattutto riguardo alla protezione degli utenti della strada, alla progressiva eliminazione degli incidenti e, in parallelo, al controllo sull’inquinamento. Il tutto, da attuare sulla scorta di sostanziosi progetti di engineering dedicati.

Dati alla mano, evidenzia una serie di rapporti della Commissione Europea, nel 2017 si sono contati 25.300 decessi e 135.000 feriti gravi in seguito ad incidenti stradali. Tale cifra rappresenta, all’incirca, la metà di quanto si registrò nel 2001; tuttavia si è molto distanti dal giro di vite sul quale l’Europa punta i propri riflettori (in rapporto al 2010, gli incidenti risultano diminuiti del 20%; e non sembrano evidenziare miglioramenti significativi dal 2013). Non a caso, proprio dal Vecchio Continente (dalla Svezia in particolare) prese il via, nel 1997, il progetto di sicurezza stradale “Vision Zero”, con l’obiettivo di azzerare il numero di vittime da incidenti stradali entro il 2050 (traguardo confermato, nei giorni scorsi, dalla commissaria UE ai Trasporti Violeta Bulc, intervenuta nei giorni scorsi al meeting “Future of the Car” organizzato dal Financial Times e che si è svolto a Londra), nonché portare a zero i valori di emissioni inquinanti e le complessità amministrative e burocratiche legate al comparto dei trasporti: un maxi-programma che, dunque, presuppone un ulteriore sviluppo di lavori in materia di mobilità eco friendly (su quest’ultima “voce” –esclusi gli incidenti stradali  – incide il 24% delle spese sanitarie pubbliche a livello comunitario), di sistemi di guida autonoma, digitalizzazione e sicurezza stradale.

A questo proposito, fra le proposte messe sul tavolo dai rappresentanti UE c’è l’obbligo – per tutti gli autoveicoli: dalle vetture agli automezzi pesanti – di una serie di controlli di bordo (dispositivi di assistenza alla guida e sicurezza attiva) tali da venire incontro ad una concreta definizione degli obiettivi di drastica riduzione degli incidenti e delle vittime. Come già avvenuto in passato per l’ABS, per gli airbag e, in tempi più recenti, per i sistemi di controllo pressione pneumatici TPMS ed eCall (la chiamata d’emergenza che viene inviata in automatico al numero unico di soccorso europeo è l’ultimo sistema, in ordine di tempo, ad essere entrato in vigore), la proposta della Commissione Europa prende a prestito alcuni degli standard da tempo “obbligatori” dal’NCAP (New Car Assessment Programme), l’ente di certificazione di Bruxelles che assegna ai modelli sottoposti ai crash test le “stelle” EuroNcap, e per i quali viene riservato il giudizio migliore (le ambite “5 stelle Ncap”) alle vetture dotate dell’AEB (Autonomous Emergency Braking) recentemente integrato con il sistema di protezione per i ciclisti. A questo proposito, è stata Nissan Leaf la prima vettura ad avere “inaugurato” le ancor più stringenti prove d’urto Ncap: il crash test, svolto a fine aprile nell’ottica di un progetto sviluppato dal Ministero olandese dei Trasporti, ha assegnato alla bestseller 100% elettrica di Nissan le 5 stelle Ncap anche in virtù di una serie di aggiornamenti messi in atto dai tecnici del marchio giapponese proprio alla dotazione di frenata d’emergenza AEB che consente la rilevazione anticipata, nella traiettoria del veicolo, di altre auto, di pedoni e, appunto, ciclisti.

Più in dettaglio, gli equipaggiamenti di sicurezza che la Commissione Europea chiede vengano installati a bordo degli autoveicoli a partire dal 2021 riguardano, oltre all’AEB già fornito “di serie” su molti modelli di recente produzione, l’adozione dei dispositivi di rilevazione di stanchezza e attenzione da parte del conducente, un etilometro che avvisi chi sta per mettersi alla guida dell’autoveicolo sul potenziale rischio in caso di eccesso di alcol nel sangue (sistema che potrebbe anche essere integrato da un dispositivo che impedisce l’avviamento del motore), la “scatola nera” (accessorio che registra varie fasi di circolazione del veicolo e la tipologia di guida da parte del conducente, in modo da realizzare un “profilo” potenzialmente utile alla determinazione delle cause in caso di incidente), l’attivazione automatica dei lampeggiatori di emergenza (le “quattro frecce”) in caso di entrata in azione dell’AEB,  i sistemi di rilevamento ostacoli e pedoni integrati nelle videocamere di ausilio alle manovre di parcheggio, il sistema di mantenimento di corsia e il Cruise Control con dispositivo di riconoscimento segnaletica stradale.

Dal punto di vista delle Case costruttrici europee, associate nell’ACEA, le indicazioni della Commissione Europea trovano nel complesso parere favorevole; tuttavia, riferiscono i rappresentanti dei Costruttori, occorre procedere di pari passo con l’armonizzazione, a livello europeo, dei segnali stradali e rendere ancora più affidabili le informazioni sui limiti di velocità.

Riguardo alle misure da intraprendere a livello comunitario per l’attenzione all’ambiente, la Commissione UE pone sul proprio taccuino degli impegni il “taglio” alle emissioni di CO2 per gli automezzi pesanti, che dovrebbero scendere del 15% dal 2019 al 2025 e, al 2030, potrebbero essere ulteriormente ridotte al 30%. Tale obiettivo verrebbe perseguito ponendo l’accento non soltanto su maggiori valori di efficienza dei motori, ma anche attraverso nuovi standard per semplificare l’engineering progettuale di veicoli aerodinamicamente più efficienti e, nello stesso tempo, migliorare le normative di etichettatura degli pneumatici.