Fiat, Mirafiori: riprende il tavolo di confronto

Dopo alcune settimane di pausa riprendono le trattative tra la Fiat e i sindacati per il futuro dello stabilimento di Mirafiori.

Mirafiori: lo stabilimento Fiat

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Continua il confronto tra la Fiat e i sindacati impegnati a risolvere la questione Mirafiori. Dopo la battuta d'arresto di qualche settimana fa, con il gruppo torinese che aveva lasciato il tavolo delle trattative a causa dell'impossibilità di trovare un accordo, ecco ritornare adesso d'attualità i colloqui tra le parti.

I punti caldi su cui le trattative vertono sono essenzialmente quelli legati ai turni, alle assenze, agli straordinari e alle pause. Su questi aspetti dovranno adesso trovare un accordo i rappresentati della Fiat e quelli di Fiom, Fim, Uilm, Ugl e Fiscmic.

La trattativa legata ai turni vede la richiesta ai dipendenti di dieci turni settimanali suddivisi in due turni per cinque giorni, che saranno portati a dodici, con due turni di straordinario, in caso vi siano particolari richieste in arrivo dal mercato, come ad esempio un aumento della produzione non programmato per soddisfare la domanda.

In questo caso, le ore di straordinario previste dal nuovo piano passeranno a 120 l'anno (con quindici sabati lavorativi) rispetto alle 40 attuali con cinque sabati lavorativi, con un incremento di 80 ore complessive in più, come accaduto in pratica per lo stabilimento di Pomigliano. Al vaglio anche una proposta che prevede una settimana cortissima, composta da quattro giorni di lavoro con turni della durata di dieci ore, una soluzione comunque sperimentale la cui aderenza da parte dei lavoratori sarà fatta su base volontaria.

Per quanto riguarda le assenze per malattia, l'intenzione di Fiat è quella di scendere dall'attuale media dell'8% al 3%, con un piano che prevede di non pagare i primi tre giorni di assenza, cioè quelli a carico dell'azienda (dal quarto giorno subentra l'INPS), nel caso di malattie ripetute, brevi o a ridosso delle festività, mentre la posizione dei sindacati è quella di accettare un solo giorno di sanzione. Probabile quindi che si vada verso un punto di incontro a metà strada.

Infine, rimane il punto delle pause e della mensa a fine turno, con Fiat che ha chiesto ai sindacati una riduzione della durata, portando le pause a tre da dieci minuti ciascuna in luogo degli attuali due da venti minuti, esattamente come accade anche al già citato stabilimento di Pomigliano e a Melfi. La diminuzione di dieci minuti giornalieri delle pause sarà comunque retribuita con 32 euro in busta paga al terzo livello.

Dal Lingotto hanno chiesto inoltre di spostare la pausa mensa a fine turno, dando la possibilità ai dipendenti di mangiare prima di lasciare lo stabilimento o, in alternativa, di tornare a casa con qualche minuto d'anticipo nel caso in cui si preferisca mangiare fuori dalla mensa. Soluzione, questa, già in vigore a Melfi e Pomigliano, dove è stata introdotta con l'accordo di giugno.

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di Giuseppe Cutrone | 23 dicembre 2010

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