Fiat, Mirafiori: “Se vince il no, andiamo altrove”

Sergio Marchionne ha sottolnieato che se vincesse il no nell’eventuale referendum per il “piano MIrafiori”, Fiat sarebbe pronta ad andarsene.

Fiat, Mirafiori: "Se vince il no, andiamo altrove"

di Andrea Barbieri Carones

22 dicembre 2010

Sergio Marchionne ha sottolnieato che se vincesse il no nell’eventuale referendum per il “piano MIrafiori”, Fiat sarebbe pronta ad andarsene.

Sergio Marchionne preme per chiudere la vicenda Mirafiori entro Natale anche con la sigla sindacale che più di tutte si è mostrata perplessa verso il piano di risanamento e sviluppo dello stabilimento torinese della Fiat.

“Invito Fiom a firmare entro Natale e ad assumersi le proprie responsabilità” sono state le parole dell’amministratore delegato dell’azienda, che ha anche sottolineato l’importanza della richiesta di incontro inviata dalle altre due sigle sindacali coinvolte nella trattativa, la Fim e la Uilm, sicuramente più “morbide e possibiliste”, anche alla luce di quanto successo a Pomigliano d’Arco qualche mese fa.

Oggetto della disputa, da 20 giorni a questa parte, c’è il tipo di contratto da applicare ai 5.500 dipendenti del plant di Mirafiori dopo l’annuncio dell’investimento da 1 miliardo di euro che porterà alla produzione di berline e Suv targati Alfa Romeo e Jeep: Marchionne punta a un contratto flessibile per quanto riguarda le pause e gli orari di lavoro, in modo da rendere elastica la produzione e far rendere al meglio l’impianto.

Marchionne è anche ritornato sull’ipotesi di referendum attraverso il quale i dipendenti potrebbero esprimere il loro parere sul piano: “In caso vincessero i no, siamo pronti ad andarcene altrove” ha dichiarato il manager. La firma Fiom arriverà? I vertici si sono dichiarati aperti a (quasi) tutto: “Purché non venga riproposto un accordo tipo Pomigliano bis. In tal caso non ci staremmo mai” è stata la risposta.[!BANNER]

La Fiat potrebbe dunque lasciare Torino? John Elkann dice che vorrebbe fare di tutto per evitarlo, essendo d’accordo col “piano A” di Marchionne che vede appunto in Mirafiori uno dei punti cardine della produzione di auto.

Intanto, i possessori delle azioni Fiat si fregano le mani, visto che da quando è stato annunciato lo scorporo tra il settore auto e quello veicoli industriali il titolo è cresciuto del 44,7%.