Tesla Model 3, produzione in ritardo: è colpa dei robot

Procedimenti di automazione “troppo complicati” alla base di un ritardo nella delibera di Model 3? Outing del fondatore di Tesla alla CBS. Ora si dovrà procedere ad un riequilibrio fra le macchine e l’apporto umano.

Tesla Model 3, produzione in ritardo: è colpa dei robot

Tutto su: Tesla

di Francesco Giorgi

16 aprile 2018

“L’altro ieri” fondatore di Paypal; “ieri” uomo alla base del fenomeno Tesla; “oggi” alle prese con una questione che, si direbbe, ha pochi precedenti nella storia dell’industria. Elon Musk, il tycoon sudafricano che da sempre ha messo al primo posto dei propri obiettivi lo sviluppo hi-tech dei prodotti attraverso una sempre più intensa spinta dell’automazione, ammette in una intervista al network americano CBS di avere sottovalutato l’apporto umano nei processi di assemblaggio dei propri autoveicoli, in favore di un “massiccio” impiego di robot che, anziché ottimizzarla e velocizzarla, al contrario avrebbero rallentato la produzione.

Suona bizzarra l’osservazione di Elon Musk, soprattutto se si considera che è stata rilasciata ad una manciata di settimane dal “lancio” nello spazio della prima auto elettrica al mondo (la Tesla Roadster a bordo del Falcon Heavy, il razzo spaziale più grande mai mandato in orbita, e sviluppato dalla company SpaceX anch’essa fondata da Musk), e – in special modo – a due anni esatti dalla presentazione di Tesla Model 3, la berlina elettrica compatta che rappresenta una delle novità più attese nella nuova mobilità del prossimo futuro. “Una delle novità più attese”… ma fino a quando? Perché qui sta il nocciolo della questione.

In un faccia a faccia ai taccuini della CBS, un Elon Musk “senza filtro” ha ammesso che nelle fasi di produzione di Tesla Model 3 è stata fatta intervenire un po’ troppa automazione. In buona sostanza: ai microfoni di “CBS This Morning”, programma condotto da Gayle King, il 47enne di origine sudafricana – accompagnando la giornalista in una visita all’impianto di produzione californiano di Fremont – il fondatore di Tesla, in un clamoroso outing, ha ammesso come, nelle fasi di assemblaggio delle vetture, intervengano troppi robot (ricordiamo che attraverso Tesla, Elon Musk aveva acquisito Perbix, società specializzata nello sviluppo di sistemi industriali robotizzati): ciò rappresenterebbe la causa principale di un mancato allineamento nei preventivi di delibera per Tesla Model 3. La compatta 100% elettrica progettata da Tesla come vettura “di massa” è stata, ad oggi, individuata da oltre 400.000 nuovi acquirenti, che hanno investito 1.000 dollari ciascuno come dichiarazone di intenti all’acquisto di una Model 3. Attualmente, Model 3 viene realizzata in 2.000 unità alla settimana: quantitativo lontano da “quota 2.500” preventivata alla fine dello scorso anno. La causa? Come detto, proprio i robot: “Una rete di nastri trasportatori folle, complicata: non funzionava. Così ce ne siamo liberati”. Un “j’accuse” nei confronti della “robotizzazione selvaggia” peraltro ribadito da Elon Musk in un tweet in cui il tycoon di Palo Alto ammette di avere commesso “Un errore: l’apporto umano è stato sottovalutato”.

Come dire: dalla “rivoluzione” dell’industria secondo la vision del fondatore di Tesla (l’uomo opera al computer per progettare le macchine che costruiranno altre macchine, specificamente automobili), si sta passando ad una “involuzione”? Meglio dire: un progressivo riallineamento nel rapporto fra macchina ed essere umano. A conti fatti, a chi osserva sulla scorta del drastico calo di valore delle azioni Tesla, scese in qualche settimana da 340 a 252 dollari (la chiusura della scorsa settimana dava, tuttavia, i titoli Tesla in nuovo rialzo: 294 dollari), e riprendendo una osservazione avanzata da The Economist secondo la quale il marchio californiano necessiterebbe di una iniezione da oltre 2 miliardi di dollari, Elon Musk non esita a dichiarare che la situazione finanziaria Tesla tornerà redditizia già nei prossimi mesi. Contestualmente, Elon Musk osserva che alcuni possibili acquirenti di Model 3 hanno cancellato la propria ordinazione, soprattutto per motivi di tempistica: volevano un’auto immediatamente, e questo Tesla non avrebbe potuto garantirlo. I “fedeli”, invece, potrebbero attendere qualche mese in più.