Aree pedonali: Italia fanalino di coda in Europa

Una ricerca di Aci e Legambiente mostra che non tutte le città italiane dispongono di aree pedonali. Vienna e Friburgo esempi d'eccellenza.

In Europa si stanno diffondendo sempre più quartieri pedonali o, comunque, "carfree", tanto per usare un termine anglosassone. Alle isole pedonali di una volta si stanno infatti affiancando veri e propri quartieri a impatto zero, dove i veicoli a motore sono banditi. Appena fuori Vienna, addirittura, è stata creata una zona per 600 famiglie alle quali viene chiesto di sottoscrivere un accordo che prevede la rinuncia a possedere un'auto. O se proprio non se ne potesse fare a meno, tale auto non dovrà mai entrare nel circondario. Potranno invece transitare gli autobus e le biciclette, per raggiungere meglio il centro che dista 8 km.

Intanto, una ricerca realizzata da Legambiente e dall'Automobile Club d'Italia mostra che nella Penisola ogni 100 abitanti ci sono 34 metri quadrati di isole pedonali, presenti in 92 capoluoghi di provincia. In testa, naturalmente, Venezia, le cui calli non hanno mai visto un'automobile in vita loro. Nelle posizioni successive ci sono Verbania, Cremona e Terni con oltre 100 metri quadrati ogni 100 abitanti. Per quanto riguarda le grandi città è Torino la più pedonalizzata, con 52 metri quadrati ogni 100 abitanti. Tra le meno pedonalizzate ci sono Agrigento, Enna, Trapani, Brindisi, Macerata, Ascoli Piceno, Caserta e Rovigo con nessun metro quadrato di area pedonale.

Fino a questo momento, l'area pedonale più grande d'Europa è vicino a Friburgo, città del sud della Germania a 4 ore d'auto dal confine italo-svizzero di Chiasso: qui è stato creato un quartiere di 2.000 abitazioni per circa 6.000 abitanti con piste ciclabili, spazio limitato per le auto e abbondante per i bus e i tram.

"La gestione della mobilità in ambito urbano è d'importanza strategica - scrivono ACI e Legambiente - in considerazione del fatto che nelle aree urbane avviene la maggior parte degli spostamenti e che sempre nelle città risultano più evidenti i fenomeni di congestione, inquinamento e incidentalità stradale. E' necessario, pertanto, calibrare le politiche di intervento tenendo presente la funzione e l'uso di tutte le componenti del sistema: le strade e le loro diverse categorie, il trasporto pubblico su ferro e su gomma, i parcheggi pubblici e privati su strada ed in struttura".

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di Andrea Barbieri Carones | 21 dicembre 2010

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