Fiat: le tappe che portano al controllo di Chrysler

Una nota diramata dal gruppo Fiat chiarisce quelle che sono le possibili tappe che potrebbero portare al controllo di Chrysler nei prossimi anni.

Fiat Multiair

Altre foto »

Con una nota diramata alla stampa, il gruppo Fiat ha fatto luce sulle condizioni che regolano l'accordo con Chrysler, spiegando quali saranno i tre eventi (definiti "Performance Event") che entro il 2013 porteranno a un aumento della quota Fiat nel capitale della Casa americana.

Al raggiungimento di questi tre eventi il Lingotto, che attualmente detiene il 20% del capitale Chrysler, potrà acquisire un ulteriore 15% di azioni senza alcun esborso economico, arrivando pertanto ad avere una quota consistente e sufficiente alla determinazione della strategia dei marchi in capo a Chrysler.

Il primo Performance Event è collegato al motore Fire, cavallo di battaglia Fiat da alcuni decenni che farà da base a un motore costruito negli USA da Chrysler. Quando il gruppo americano avrà ricevuto le autorizzazioni regolamentari alla realizzazione di questo motore e avrà iniziato la produzione scatterà infatti il primo "evento" stabilito dall'accordo, che porterà in mano a Fiat una prima tranche pari al 5% di azioni Chrysler oltre a quelle già detenute.

Il secondo evento avverrà invece quando Chrysler avrà effettuato vendite per un valore di 1,5 miliardi di dollari al di fuori dei paesi del Nafta (North American Free Trade Agreement) e avrà sottoscritto degli accordi di distribuzione di alcuni modelli in Sudamerica.

Il terzo Performance Event scatterà infine nel momento in cui Chrysler avrà ricevuto le autorizzazioni per produrre negli USA una vettura basata su una delle piattaforme Fiat con consumi pari ad almeno 40 miglia per gallone: a quel punto andrà a Torino una terza tranche pari al 5% delle azioni Chrysler.

Per Fiat è sempre possibile, per ogni Performance Event non verificatosi, l'acquisto di un 5% di azioni Chrysler tramite l'esercizio di un primo diritto di call. In altre parole, se non vengono raggiunti gli obiettivi Fiat potrà sempre acquisire un ulteriore 15% della società americana (rispetto alla quota attuale), ma sarà costretta a pagare le quote rilevate.

Secondo questo piano Fiat potrebbe quindi arrivare nel giro di tre anni al 35% di Chrysler, realizzando così le ambizioni di Sergio Marchionne di portare i due Gruppi ad una collaborazione molto più stretta di un semplice scambio di tecnologie e della creazione di sinergie tra marchi.

Inoltre, il Lingotto detiene anche un diritto per acquistare un ulteriore 16% e arrivare così al 51% del capitale di Chrysler, percentuale che garantisce il controllo del Gruppo. La Casa italiana, comunque, non potrà possedere più del 49% della società americana prima che sia effettuato il rimborso totale dei finanziamenti concessi dal governo americano e canadese.

Fiat sarà in grado di esercitare queste opzioni call da gennaio 2013 a giugno 2016 pagando un prezzo determinato sulla base di un multiplo dell’EBITDA (il margine operativo lordo) pari alla media dei multipli di altre aziende automobilistiche, che non ecceda il multiplo di Fiat. Se Chrysler sarà una società quotata, tale prezzo sarà basato sui valori di quotazione.

Se vuoi aggiornamenti su FIAT inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:
di Giuseppe Cutrone | 02 dicembre 2010

Altro su FIAT

Fiat Panda Natural Power, 80mila km percorsi con biogas fognario
Ecologiche

Fiat Panda Natural Power, 80mila km percorsi con biogas fognario

Una Fiat Panda Natural Power è pronta a effettuare un lungo test che prevede di coprire 80mila km alimentata con biometano prodotto da acque fognarie.

Fiat 500, la citycar celebra a Ginevra i suoi 60 anni
Ultimi arrivi

Fiat 500, la citycar celebra a Ginevra i suoi 60 anni

La Casa del Lingotto celebra i sessant’anni della fiat 500 con numerose iniziative e una serie speciale protagonista a Ginevra.

Marchionne: produzione Fiat Panda via da Pomigliano
Curiosità

Marchionne: produzione Fiat Panda via da Pomigliano

La Fiat Panda sarà assemblata in Polonia per destinare l’impianto di Pomigliano alla produzione di modelli più complessi.