Progetto Sartre: l'auto senza pilota a dicembre su strada

Previsti a dicembre i primi collaudi su strada per Sartre, il progetto nato per automatizzare e rendere sicuri per l’ambiente i convogli stradali.

È il sogno di qualsiasi automobilista pendolare e autotrasportatore, abituato a percorrere lunghi tratti in macchina, soprattutto autostradali, per lavoro. E ora sembra stia diventando realtà: l'auto che si guida da sola.

Il progetto, in parte finanziato dalla Commissione Europea, è stato denominato "Sartre" ed è stato avviato circa un anno fa per una durata prevista di tre anni. A breve dovrebbero però arrivare i primi test reali. La tecnologia su cui si baserà è stata in realtà studiata per rendere sicuri per l'ambiente i convogli stradali, come suggerisce il suo stesso nome. L'acronimo "Sartre" sta infatti per Safe Road Trains for the Environment.

Il progetto mette insieme un mix di tecnologie, capacità e competenze di industrie e università europee, grazie alla collaborazione tra sette diverse aziende come le spagnole Idiada e Robotiker-Tecnalia, l'ente tedesco Institut für Kraftfahrwesen Aachen (IKA), l'istituto svedese SP per le ricerche tecniche e le aziende svedesi Volvo Car Corporation e Volvo Technology, coordinate da Ricardo UK.

Dopo un periodo dedicato all'elaborazione dei concetti di base (legati essenzialmente ai casi di utilizzo, i fattori umani e i comportamenti associati al sistema dei convogli, i parametri di base del sistema e le specifiche dell'architettura e delle applicazioni prototipali) e di simulazioni, ora i sette partner del consorzio sta passando alla fase di implementazione, che prevede il collaudo su strada dei primi convogli prima della fine di dicembre.

L'idea è di accodare ad un veicolo capofila guidato normalmente da un conducente umano una serie di auto dotate di un sistema di navigazione e un'unità ricetrasmittente in grado di comunicare con il veicolo capofila. Anche sulle auto in coda saranno presenti dei piloti ma questi potranno lasciare il volante fino a quando non sarà necessario uscire dal convoglio.

Notevoli i vantaggi che si prospettano all'orizzonte, dal fattore umano a quello dei consumi (stimati intorno al -20%), fino ad arrivare all'aspetto più importante, la sicurezza. Verranno infatti ridotti gli incidenti causati dalle azioni e dalla stanchezza dei conducenti.

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di Noemi Ricci | 29 novembre 2010

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