General Motors torna in Borsa e il titolo vola

La quotazione di General Motors è stata un successo. Entro breve, il governo Usa potrebbe scendere sotto il 50%, non controllando più la maggioranza

In poco più di un anno, General Motors ha letteralmente "svoltato". Era infatti il 1° giugno del 2009 quando il colosso automobilistico statunitense dichiara bancarotta e passa sotto l'amministrazione controllata del governo americano.

Da ieri mattina, dopo le cospicue sovvenzioni del contribuente americano, GM è ritornata in Borsa. "La quotazione a Wall Street - ha detto lo stesso presidente Barack Obama - è una pietra miliare non solo per quest'azienda simbolo dell'industria a stelle e strisce ma anche per l'intero settore dell'auto. Il sostegno a questa azienda ha permesso di salvare migliaia di posti di lavoro e di aiutare un'azienda a modernizzarsi per affrontare le sfide future".

Oltretutto la quotazione arriva in un momento in cui i conti stanno andando meglio al punto che con l'Ipo (acronimo inglese che indica l'esordio delle quotazioni) il governo potrà ridurre del 50%  la propria quota in GM, iniziando un cammino che arriverà a una progressiva uscita dal capitale azionario, tutelando così i soldi dei cittadini americani.

Ieri il tesoro ha venduto 358,5 milioni di azioni al prezzo di 33 dollari l'una, raccogliendo ben 11,8 miliardi di dollari. A questo punto il passivo dell'amministrazione federale statunitense è di 10 miliardi, uno scenario che potrebbe portare al pareggio, qualora il titolo GM migliori e il valore delle azioni cresca. Alla chiusura di oggi, intanto, il valore delle azioni è già salito a 35,5 dollari.

Intanto i vertici GM hanno confermato che il principale produttore auto cinese Saic ha acquistato una partecipazione nel gruppo americano pari a 15,2 milioni di azioni, per un investimento di circa 500 milioni di dollari.

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di Andrea Barbieri Carones | 18 novembre 2010

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