Autostrade: aumentano le tariffe 2018

Con l’anno nuovo scatta inesorabile l’aumento delle tariffe autostradali e i pedaggi diventano più salati come da tradizione.

Autostrade: aumentano le tariffe 2018

di Valerio Verdone

02 gennaio 2018

Le autostrade diventano sempre più care, come dimostra la tendenza ad aumentare i pedaggi in corrispondenza del nuovo anno e così anche nel 2018 viaggiare lungo la rete autostradale italiana sarà più costoso.

Chiaramente, tutto ciò è anche il frutto degli investimenti effettuati per migliorare la rete stradale in questione, con 755,9 milioni spesi tra ottobre 2016 e settembre 2017. Così, ne hanno risentito soprattutto i tratti di Lombardia e Piemonte, dove le tariffe sono aumentate in maniera considerevole.

Il record negativo va all’Aosta-Morgex, dove si segnala un aumento del 52,69%, meno importante ma pur sempre dispendioso a lungo termine l’accrescimento delle tariffe sulla Milano-Serravalle, dove si paga il 13,91% in più, e sulla Torino-Milano, sulla quale l’incremento è dell’8,34%.

Più contenuta la situazione della crescita dei prezzi sulla A1 Milano-Napoli, dove ci si ferma ad un +1,51%, l’autostrada del Brennero accresce il pedaggio dell’1,67%, sulla Serenissima si spende l’1,88% in più mentre la Pedemontana Lombarda si ferma ad un +1,7%. Simile anche la situazione sul tratto che collega Torino al Traforo del Monte Bianco, dove si registra un aumento dei pedaggi del 1,72%, mentre si spende il 5,71% in più al Traforo del Fréjus ed un +4,69% sulla BreBeMi. Anche sulla tangenziale di Napoli non si scherza, visto che il pedaggio sale del 4,31%. Più contenuti gli aumenti per il passante di Mestre con un +0,32% e per l’autostrada dei Fiori, dove si registra un incremento dello 0,98%.

Insomma, ci sono variazioni di tariffe differenti, come sottolinea l’aumento  del 2,7% riferito alla tangenziale est esterna di Milano, quello del 2,79% sulla Torino-Savona, e il +2,08% della Brescia-Padova.

Chiaramente, ci sono sempre le eccezioni, rappresentate ad esempio dall’Asti-Cuneo e dalla Messina Catania, dove non sono stati applicati i tanto temuti aumenti.