Legge di Bilancio: non passa la linea dura contro il cellulare in auto

“Modifiche non ammissibili per estraneità della materia”: la Commissione Bilancio rigetta le proposte sull’inasprimento delle sanzioni per i furbetti del cellulare e sull’installazione dei sistemi anti-abbandono a tutela dei bambini.

Legge di Bilancio: non passa la linea dura contro il cellulare in auto

di Francesco Giorgi

12 dicembre 2017

Il Parlamento dà “fumata nera” alla linea dura contro i furbetti del cellulare e sull’auspicato obbligo di installare i sistemi di avviso acustico o allarme per i seggiolini dei bimbi a bordo degli autoveicoli. Il motivo? “L’estraneità della materia”: così la Commissione Bilancio alla Camera ha rigettato l’emendamento alla legge di Bilancio 2018 che contemplava, su proposta della Commissione Trasporti, due modifiche all’art. 173 del Codice della Strada in materia di uso improprio del telefonino mentre si è alla guida e la possibilità di dotarsi di uno dei dispositivi di avviso per evitare di “dimenticarsi” il bambino chiuso nella vettura.

Nello specifico, come avevamo riportato la scorsa settimana, il disegno di legge – presentato a luglio 2017 dalla Commissione Trasporti – prevedeva un inasprimento delle sanzioni a carico di chi venisse pizzicato con il telefonino in mano mentre è alla guida di un veicolo: la multa relativa veniva indicata su un importo variabile fra 322 e 1.294 euro, e la sanzione accessoria consisteva nella sospensione della patente da uno a tre mesi, con l’aggravante, in caso di recidiva entro i due anni dalla prima violazione, di vedersi comminata una sanzione amministrativa raddoppiata e un periodo di sospensione della patente da due a sei mesi. E, a ulteriore tutela dei più piccoli, l’adozione di un sistema di avviso o allarme anti-abbandono che segnali a presenza del bambino lasciato all’interno del veicolo.

Si tratta di due provvedimenti della massima importanza, come era stato evidenziato da un recente incrocio dei dati di polizia e carabinieri, secondo i quali, relativamente alle infrazioni sull’uso del telefonino alla guida, nei primi sei mesi del 2017 si è registrato il 18,1% in più delle contestazioni in rapporto allo stesso periodo del 2016; e, riguardo ai dispositivi di segnalazione anti-abbandono da applicare ai seggiolini, le campagne di sensibilizzazione che suggerivano la proposta ai rappresentanti in Parlamento. Niente da fare, però: gli emendamenti non sono passati: la Commissione Bilancio li ha giudicati inammissibili, motivandone l’estraneità rispetto alla materia della legge di Bilancio 2018. A quanto pare, non è neanche servito l’appello lanciato nelle scorse settimane da Papa Bergoglio alla rappresentanza delle forze di polizia accolta in udienza al Vaticano: in quella occasione, Papa Francesco aveva invitato polizia e carabinieri ad azioni educative nei confronti dei trasgressori alle norme del Codice della Strada per infondere maggiore responsabilità nei conducenti che non si avvedono delle possibili (e anche gravi) conseguenze alle rispettive disattenzioni.

Il “giro di vite”, dunque, non ci sarà. Almeno, non quest’anno. In un editoriale pubblicato nelle scorse ore sul portale Web di Asaps (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale), il presidente Giordano Biserni esprime una marcata delusione sul “nulla di fatto” alla Camera: “Avevamo parlato di “colpo di scena” nel finale di questa legislatura, perché si tornava a discutere di sicurezza stradale dopo che il Parlamento aveva approvato in 5 anni solo le nuove norme in materia di omicidio stradale e lesioni personali stradali, facendo però finire in un binario morto la riforma del Codice della Strada”. È un “liberi tutti”, rimarca Biserni: “Molti italiani continueranno ad essere campioni olimpici di lancio del cellulare alla vista della pattuglia (di notte non ce n’è neppure bisogno) e campioni del mondo nei ricorsi sistematici (anche quando hanno palesemente torto)  ai sempre comprensivi Giudici di pace, con ottime probabilità di farla franca in barba alla polizia”. Quanto al “no” ricevuto dalla proposta di equipaggiarsi con i dispositivi anti-abbandono a tutela dei bimbi in auto, “Anche i bambini possono aspettare con la speranza che i loro cari non li dimentichino in auto con 40 gradi di temperatura.  Magari un sistema di allarme con chiamata sul cellulare sarebbe stato l’ideale. E in quel caso il telefonino sarebbe stato davvero utile”, conclude Biserni.