Dieselgate: l’ex manager VW Oliver Schmidt condannato a 7 anni di carcere

L’ex manager del Gruppo Volkswagen ha patteggiato una condanna di 7 anni di carcere per lo scandalo emissioni del dieselgate.

Dieselgate: l'ex manager VW Oliver Schmidt condannato a 7 anni di carcere

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di Francesco Donnici

07 dicembre 2017

Oliver Schmidt, ex manager del Gruppo Volkswagen, è stato condannato dal tribunale di Detroit ad una pena di 7 anni di carcere a cui si aggiunge una multa di 400mila dollari. Schmidt ha ricevuto il massimo della pena per esser stato giudicato colpevole di cospirazione e di frode in relazione allo scandalo delle emissioni truccate conosciuto con il nome di dieselgate.

Schmidt era stato arrestato lo scorso gennaio a Miami e successivamente si era dichiarato colpevole davanti la corte federale di Detroit, ammettendo di aver avuto un ruolo chiave nello scandalo del dieselgate. Dopo quattro mesi, il giudice distrettuale di Detroit Sean Cox ha emesso il giudizio di condanna che apre le porte del carcere all’ex manager del colosso tedesco.

All’inizio sulla testa di Schmidt pendevano ben undici capi d’accusa che corrispondevano ad una pena massima di 169 anni di reclusione, ma dopo la pubblica ammissione delle sue colpe accompagnate da scuse formali, il patteggiamento ha permesso di abbassare la condanna agli attuali 7 anni di carcere.

Oliver Schmidt ha coperto il ruolo di direttore della conformità tecnica del Gruppo Volkswagen fino al febbraio del 2015. Il suo compito era guidare l’ufficio americano di Auburn Hills, in Michigan che si occupa delle omologazioni. Quando emersero le prime irregolarità che fecero scoppiare lo scandalo, le autorità di controllo statunitensi gli hanno contestato delle pesanti violazioni al Clean Air Act, accusando di fatto il manager di aver dato la colpa a dei presunti problemi tecnici per le differenze emerse dai dati dei test di omologazione dei diesel Volkswagen.