Obama aiuta la componentistica, ma in Europa…

In America il Tesoro aiuta i produttori di componenti con un prestito di 5 miliardi di dollari. In Italia l’Anfia chiede sostegno al Governo

Obama aiuta la componentistica, ma in Europa…

di Leopoldo Canetoli

21 marzo 2009

In America il Tesoro aiuta i produttori di componenti con un prestito di 5 miliardi di dollari. In Italia l’Anfia chiede sostegno al Governo

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Mentre il presidente Barack Obama si dedica alla visita di uno dei maggiori laboratori di ricerca sull’auto elettrica in California, atto simbolico che sottolinea l’impegno del Governo USA a investire in nuove tecnologie, lo stesso Governo annuncia un programma del valore di 5 miliardi di dollari per sostenere l’indotto americano e le piccole e medie imprese di componentistica, che impiegano 500 mila addetti.

Il Supplier Support Program aiuterà a stabilizzare una componente cruciale dell’industria americana dell’auto – ha dichiarato il segretario del Tesoro Tim Geithnergarantendo loro la liquidità necessaria per rispettare i pagamenti. E continuare la produzione necessaria all’attività delle case automobilistiche“. I fornitori avevano chiesto sino a 25 miliardi di dollari e si sono incontrati più volte con gli amministratori di Obama per chiedere ulteriori sostegni.

In Italia la situazione non è molto diversa e l’Anfia sta chiedendo a gran voce al Governo ulteriori misure per il sostegno della componentistica. “Per queste imprese la situazione è molto pesante – ha commentato Mauro Ferrari, presidente del gruppo componenti Anfia – L’entrata in vigore degli eco incentivi ha attivato una prima spinta positiva per il rilancio, ma non è sufficiente. Sono necessari ulteriori interventi per il comparto della componentistica“.

La componentistica in Italia interessa circa 3000 aziende e 200 mila dipendenti, contribuisce per il 3% al PIL nazionale con un fatturato di circa 46 miliardi di Euro. “Questi i dati pre-crisi – ha continuato Ferrari – che dimostrano la vitalità del settore. Che necessita di interventi concreti e immediati per superare la crisi di liquidità. D’altra parte gli altri stati europei come la Francia hanno già introdotto misure ad hoc non solo per fronteggiare la crisi ma anche in una prospettiva di rafforzamento della loro industria nel medio e lungo termine“.

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