Il Presidente Napolitano in visita alla Ferrari

Il Presidente della Repubblica accolto a Maranello dai vertici del Cavallino e salutato dal discorso dell'operaio 22enne Gaetano Romeo

Presenza d'eccezione quella di ieri a Maranello. In occasione di una visita di Stato a Modena il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ne ha approfittato per visitare nel pomeriggio gli stabilimenti Ferrari, dove ad aspettarlo c'erano tutti gli uomini del Cavallino.

Ad attendere Napolitano c'erano il Presidente Luca di Montezemolo, il Vicepresidente Piero Ferrari, l'Amministratore Delegato Amedeo Felisa e il Direttore della Gestione Sportiva Stefano Domenicali. Dopo aver visitato i reparti Lavorazioni Meccaniche, la Galleria del Vento e le nuove linee di Assemblaggio Vetture il Presidente della Repubblica si è recato alla Pista di Fiorano per dare un'occhiata alla nuova monoposto F60 a bordo di una 612 Scaglietti guidata da Montezemolo in persona, e lì ha ricevuto in dono un modellino della F2008.

Sul sedile posteriore si sono invece accomodati Kimi Raikkonen e Felipe Massa ed il Presidente è stato accolto dai vertici tecnici della Scuderia Ferrari e da un gruppo di operai. Uno di loro, Gaetano Romeo, ha salutato ufficialmente Giorgio Napolitano con un discorso bello e toccante:

"Ho 22 anni e sono un operaio del reparto di Lastratura. Nel mio reparto conosciuto anche come Scaglietti, produciamo tutte le scocche delle vetture Ferrari Gran Turismo, 8 e 12 cilindri. Sono di origini calabresi ma fin da piccolo mi sono trasferito con i miei genitori a Modena, dove circa due anni fa ho cominciato la mia esperienza in Ferrari, lavorando alla costruzione delle vetture che ammiravo sin da piccolo.

La sua visita a Maranello è per tutti noi motivo di orgoglio, consapevoli della grande attenzione che Lei da sempre riserva al mondo del lavoro. Proprio per questo vorrei che questa sua visita fosse anche di buon auspicio per tutti coloro che in questo momento in Italia stanno attraversando un momento di difficoltà.

La Sua presenza oggi rende noi dipendenti Ferrari ancor più consapevoli dell'importanza del nostro lavoro, non solo per l'Azienda ma anche, se mi posso permettere, per il Paese. Sappiamo bene che nel mondo le nostre vetture GT e quelle di Formula 1 sono considerate un simbolo dell'Italia e speriamo che Lei, che ha l'onore e l'onere di rappresentare tutti gli italiani, sia soddisfatto del lavoro che facciamo.

Le garantisco che noi, donne e uomini di Ferrari che ogni giorno ci impegniamo in fabbrica, portiamo la bandiera italiana sul braccio con orgoglio. E l'orgoglio, con la passione e l'impegno, credo che siano fondamentali per svolgere bene qualsiasi lavoro. Vorrei concludere il mio breve saluto con un augurio, al quale sono sicuro Lei vorrà unirsi: che nel 2009 la Ferrari e l'Italia tutta siano ai vertici mondiali".

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