Milano, catene obbligatorie: fioccano le polemiche

A Milano imperversa la bufera, ma non di neve, bensì di polemiche. Pendolari e gommisti contro l'obbligo di montare gomme da neve e catene

Ha scatenato un vero e proprio polverone la decisione presa una decina di giorni fa dalla Provincia di Milano di rendere obbligatorio l'uso di pneumatici invernali o la presenza di catene da neve a bordo per poter circolare sulle strade provinciali del capoluogo lombardo. Fin dalle prime ore, infatti, non erano mancate le accuse da parte degli automobilisti, così come quelle delle associazioni dei consumatori, che avevano bollato il provvedimento come l'ennesima misura discutibile il cui effetto si sarebbe fatto sentire sulle tasche dei cittadini.

Adesso però, alle perplessità espresse dai diretti interessati, si aggiungono le polemiche in arrivo dalle province vicine e dai gommisti, i quali hanno lamentato un sovraccarico di lavoro dovuto alla vera e propria corsa scatenatasi tra gli automobilisti per mettersi in regola con gli obblighi. Il tutto a causa della tempistica che lasciava ai cittadini poco più di tre settimane per dotarsi di gomme invernali o catene da neve, una perplessità tra l'altro sottolineata fin da subito da noi di Motori.it.

Le province confinanti con quella di Milano, invece, spiegano come l'ordinanza sia penalizzante per i pendolari, ovvero per i tanti utenti residenti nelle provincie limitrofe ma che quotidianamente sono costretti ad usare l'auto per recarsi nella vicina Milano per questioni di lavoro, come precisa il presidente della Provincia di Monza, Dario Allevi: "Non siamo stati nemmeno consultati, eppure questa decisione penalizza pesantemente, in un momento economico difficile, i nostri pendolari che ogni mattina entrano a Milano. Sono sommerso dalle lamentele dei brianzoli". Parole infuocate che trovano supporto in quelle del suo collega della Provincia di Bergamo, che ha definito il provvedimento una "forzatura inopportuna".

Critiche che aprono quindi anche il dibattito politico, ma che non sembrano smuovere dalla sua posizione l'assessore ai trasporti Giovanni De Nicola, che difende la scelta fatta: "Si tratta prima di tutto di una questione di sicurezza: il danno per la collettività quando si verificano incidenti è molto più alto di quello economico per chi dovrà comprare le catene o montare le gomme".

Spiegazioni che non convincono del tutto i più critici e a poco serve quanto ricordare come analoghe misure siano state decise in provincia di Como e in quella di Verbano Cusio Ossola, oltre che su alcune autostrade tra cui la A24 Roma - L'Aquila - Teramo.

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di Giuseppe Cutrone | 02 novembre 2010

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