Unrae: incentivi sì, ma legati alle emissioni

I rappresentanti dei costruttori esteri in Italia chiedono al governo un programma di ecoincentivi basato sul livello di emissioni di CO2

Unrae: incentivi sì, ma legati alle emissioni

di Andrea Barbieri Carones

25 ottobre 2010

I rappresentanti dei costruttori esteri in Italia chiedono al governo un programma di ecoincentivi basato sul livello di emissioni di CO2

Costruttori e concessionari si sono dimostrati molto interessati alla proposta fatta al governo da Unrae, l’Unione nazionale dei rappresentanti delle Case automobilistiche estere operanti in Italia: un programma di incentivazione all’acquisto delle auto in base al loro livello di emissioni. Questo criterio andrebbe ad avvantaggiare soprattutto i modelli elettrici che, a causa di prezzi intorno ai 35.000 euro, oggi sono ancora molto costose per la maggior parte dei potenziali clienti.

Le richieste dell’Unrae riguardano anche l’abolizione del bollo, l’alleggerimento dei costi delle auto aziendali, la diminuzione delle spese per i passaggi di proprietà e il sostegno allo sviluppo delle auto elettriche.[!BANNER]

Il segretario generale Unrae, Gianni Filipponi, ha insistito sul fatto che una delle principali conseguenze negative dello stop agli incentivi statali è stata l’interruzione del rinnovamento del parco veicoli, con ripercussioni sull’inquinamento.

Emblematici i dati Unrae, presentati a Palazzo Chigi: se nel 2008 la media delle emissioni delle auto di nuova immatricolazione era di 144,8 g/km, nel 2009 si era scesi a 136,6 g/km e nel primo trimestre del 2010 si era arrivati a 131,8 g/km, con la fine degli ecoincentivi sono risalite a 134,2 g/km, ben lontano quindi dall’obiettivo comunitario di 130 g/km di CO2 fissato per il 2012.