Low cost: favorevole un italiano su tre

L’Osservatorio Findomestic sul mondo dell’auto ha rilevato che un italiano su 4 comprerebbe un modello low cost. Percentuali maggiori in Europa

Low cost: favorevole un italiano su tre

di Andrea Barbieri Carones

19 ottobre 2010

L’Osservatorio Findomestic sul mondo dell’auto ha rilevato che un italiano su 4 comprerebbe un modello low cost. Percentuali maggiori in Europa

Una ricerca effettuata dall’Osservatorio Findomestic sul mondo dell’auto ha mostrato una tendenza ormai consolidata da parte degli italiani e dei cittadini dell’Unione europea: l’acquisto di auto low cost o comunque l’atteggiamento favorevole verso questo tipo di prodotti.

Complice la crisi economica degli ultimi tempi, insieme all’aumento del prezzo del petrolio, i consumatori sono portati a spendere in maniera molto oculata i propri risparmi anche quando si tratta di cambiare il proprio veicolo. I dati parlano chiaro: se in Italia è un patentato su 4 a valutare la possibilità di orientarsi verso questo segmento, in Europa sono addirittura quasi uno su 3 (il 29% per la precisione), con Portogallo e Regno Unito che arrivano fino al 40% e la Germania che scende fino al 15%. I dati trovano riscontro anche nell’aumentato gradimento verso le auto di livello più economico, passate nel periodo 1990-2009 dal 30 al 45%.

“Il veicolo low-cost è considerato una risposta ai fabbisogni d’auto essenziali. Chi acquista un’auto cerca la sobrietà e l’affidabilità del cammello piuttosto che l’eleganza, il furore e la sofisticatezza del purosangue” dicono i ricercatori Findomestic, che sottolineano anche come il consumatore europeo sarebbe disponibile ad acquistare un modello low cost cinese, indiano o romeno, direttamente in un deposito e senza passare dal concessionario in grado di dare diversi servizi, utili ma che spesso incidono sul prezzo finale di un’auto.[!BANNER]

Intanto, anche in Europa, il mercato sembra riflettere questa tendenza: basti pensare che le vendite della Dacia Logan – tipico esempio di veicolo essenziale e a basso prezzo – sono passate dalle 2.000 del 2004 alle 84.290 del 2008.

Un ultimo, emblematico dato indica che la propensione degli italiani verso l’acquisto di prodotti indiani o cinesi (che non necessariamente sono sinonimi di low cost) è la più alta in Europa, con la risposta favorevole per il 67% degli intervistati.

No votes yet.
Please wait...