Fiat: L’Alfa a Volkswagen? Ma quando mai!

Sergio Marchionne ha smentito l’interesse di VW nell’acquisto di Alfa Romeo. Intanto, il manager abruzzese scrive a Napolitano…

Fiat: L'Alfa a Volkswagen? Ma quando mai!

di Andrea Barbieri Carones

27 agosto 2010

Sergio Marchionne ha smentito l’interesse di VW nell’acquisto di Alfa Romeo. Intanto, il manager abruzzese scrive a Napolitano…

“L’Alfa Romeo resta italiana e rimane nel gruppo Fiat“. Così l’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, ha messo a tacere le voci di corridoio che dicevano di un interessamento di Volkswagen verso l’azienda fondata a Milano 100 anni fa. “Non ci sono rapporti o contatti tra le due aziende per la vendita del brand, nonostante ci siano sempre dei contatti con le aziende concorrenti. Ma non solo con VW ma anche con costruttori francesi e stranieri in generale volte più a eventuali collaborazioni industriali che a alienazioni di marchi”.

Chiarito questo, Fiat può ora concentrarsi sull’obiettivo di produrre 6 milioni di auto nei prossimi 5 anni insieme all’alleato Chrysler, di cui Marchionne ha tessuto le lodi per il grande coraggio dimostrato, grazie anche al governo degli Stati Uniti con cui ha collaborato per la rifondazione dell’industria dell’auto, in cui Fiat ha avuto un ruolo decisivo.

Intanto il manager abruzzese ha scritto una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per esporre le ragioni dell’azienda nel caso degli operai di Melfi reintegrati dal giudice del lavoro, che però non possono tornare alla catena di montaggio e che fa seguito alla telefonata di John Elkann con l’inquilino del Quirinale che a sua volta aveva auspicato il superamento della vicenda degli operai di Melfi reintegrati dal giudice del lavoro ma non ammessi alla catena di montaggio.[!BANNER]

Nella lettera, Marchionne rassicura sul fatto che Fiat non ha intenzione né interesse al permanere di uno stato di tensione nella fabbrica manifestando sia il rispetto per le decisioni del giudice sia la difesa del tipo di reintegro fatto nei confronti dei 3 operai, che percepiranno lo stipendio senza poter entrare al posto di lavoro.