Marchionne: "Voglio un sì o un no definitivo"

L'ad Fiat, Sergio Marchionne, ritiene che i suoi programmi richiedano solo un sì o un no. "In palio l'efficienza dell'industria italiana dell'auto"

Botta e risposta tra Sergio Marchionne e i sindacati i merito alle vicende Fiat, che tengono banco sui giornali. L'ad del Lingotto ha detto oggi che "L'Italia può o avere una forte industria dell'auto oppure lasciare questa prerogativa ad altri paesi. La risposta è facile e non va data utilizzando fiumi di parole: bisogna solo dire sì o no. Con la prima si modernizza l'industria produttiva italiana, in modo che possa competere sui mercati internazionali e fare fatturato a vantaggio di tutti. Con la seconda, invece, si lasciano le cose come stanno e ci si porta dietro una rete industriale inefficiente e inadeguata ai tempi moderni".

Fra i primi a rispondere c'è stato il segretario nazionale Cisl, Raffaele Bonanni, che pur chiedendo il rispetto dei contratti sottoscritti, risponde sì al quesito di base: "Il nostro sì è senza se e senza ma e non riguarda solo l'accordo di Pomigliano. Vogliamo solo che Marchionne chiarisca come saranno le modalità di investimento, che devono rimanere nel confine del sistema contrattuale sottoscritto".

Oggi, intanto, Sergio Marchionne incontrerà il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, con l'obiettivo di trovare una soluzione alla possibile disdetta da parte del Lingotto del contratto nazionale di lavoro, in seguito alla creazione della newco per la quale, dal 2011, lavoreranno i dipendenti che produrranno la Fiat Panda. Sul tavolo, una deroga al contratto per la Fiat, per evitare la delocalizzazione degli impianti.

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di Andrea Barbieri Carones | 28 luglio 2010

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