Incentivi: Adiconsum vuol vederci chiaro

L’Adiconsum ha individuato venditori “furbi” che non praticano gli sconti promessi e lancia l'allarme sulla pubblicità ingannevole

In teoria, gli incentivi per l'acquisto di una vettura nuova dovrebbero essere molto convenienti. Ma c'è un'associazione dei consumatori (l'Adiconsum) che mette in guardia i possibili acquirenti. Dove sta il pericolo? Nel meccanismo dello sconto praticato dai concessionari recuperato come credito fiscale: "furbizie" già messe in atto in passato, e che ora tornano (secondo l'associazione) più forti che mai.

Il "trucco", sostiene l'Adiconsum (che denuncia la complicità delle Case), è semplice: i media diffondono offerte a prezzi mirabolanti, grazie agli incentivi, salvo poi scoprire che quell'auto se la si vuole davvero comprare costa esattamente come prima.

Si parte da un modello base, da cui si tolgono aria condizionata, ABS e servosterzo, ed ecco il prezzo come risultato degli incentivi. Però poi c'è la brutta sorpresa: quando il potenziale consumatore, in cerca dell'affare, si presenta in concessionaria, il prezzo torna esattamente quello di prima, perché vengono inseriti nel preventivo i dispositivi che oggi non possono mancare su un veicolo moderno, sicuro e confortevole. Insomma, appare uno sconto "fantasma" che sarà un credito fiscale.

Secondo l'Adiconsum, se il possibile acquirente insiste per avere il modello al prezzo pubblicizzato, cioè senza accessori, scopre che non esiste: nemmeno può essere ordinato direttamente alla fabbrica. L'associazione chiede che le Case cessino questa forma di pubblicità ingannevole e auspica un'indagine da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato su questi comportamenti.

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