Abolire i caselli? La tecnologia lo consente

L'assessore alla Mobilità della Lombardia chiede che il pedaggio in autostrada sia pagato elettronicamente. E che le risorse restino dove sono

In occasione della presentazione dello stato di avanzamento dei lavori autostradali in Lombardia, l'assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Raffaele Cattaneo,  ha chiesto all'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, l'abolizione dei caselli in tutta Italia e in particolare in Lombardia.

"La tecnologia - ha detto l'assessore - permette di abolire i caselli e puntare tutto sui sistemi elettronici di esazione". L'assessore ha anche detto di auspicare che le risorse che derivano dai pedaggi ritornino nei luoghi dove sono prodotte.

Pronta la replica di Castellucci: "In Lombardia siamo già al top nel servizio autostradale. Ricordo che siamo stati i primi ad aver introdotto il Telepass. Valuteremo comunque tutte le proposte e le novità".

Intanto proseguono i lavori sulla rete autostradale della Lombardia: sulla Milano-Laghi, la terza corsia tra Lainate e Como sarà pronta per l'estate del 2012, con 6 mesi di anticipo sulla data prevista e, si spera, in abbinamento con la realizzazione della quinta corsia qualche chilometro più avanti, tra Lainate e la barriera di Milano nord tratto in cui confluiranno le 3 corsie da Como e le 3 corsie dal Lago Maggiore e dall'aeroporto della Malpensa.

"Qualche difficoltà - ha detto Giovanni Castellucci in un incontro con le istituzioni - ci sono sul tratto di provinciale 46 tra Rho e Monza, che verrà ampliato in occasione dell'Expo del 2015 e che rappresenta un'arteria importante nei collegamenti est-ovest: i problemi sono causati dalla richiesta di un comune dell'hinterland milanese che vuole che un tratto di strada sia sotterraneo invece che in trincea".

Sta invece per essere ultimato il progetto definitivo per l'adozione della "quarta corsia dinamica" nel tratto della Torino-Trieste che passa per l'abitato di Milano tra viale Certosa e Sesto San Giovanni: l'idea è di trasformare pro tempore la corsia d'emergenza in corsia di marcia (segnalata con appositi cartelli luminosi) quando le condizioni del traffico lo richiedono. Ossia almeno 2 volte al giorno.

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di Andrea Barbieri Carones | 15 luglio 2010

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