E’ ufficiale: la Panda si farà a Pomigliano

In seguito all’incontro odierno tra Fiat e sindacati è arrivato il “Sì” alla produzione della Panda nello stabilimento di Pomigliano d’Arco

E' ufficiale: la Panda si farà a Pomigliano

di Andrea Barbieri Carones

09 luglio 2010

In seguito all’incontro odierno tra Fiat e sindacati è arrivato il “Sì” alla produzione della Panda nello stabilimento di Pomigliano d’Arco

In seguito a un incontro tra Fiat e parti sociali è stato deciso che la nuova Panda si farà nello stabilimento di Pomigliano d’Acro. Pertanto si darà attuazione all’accordo firmato il 15 giugno scorso con le principali sigle sindacali e rigettato solamente dalla Fiom.

All´incontro hanno partecipato l´amministratore delegato del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, e il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti.

Tutti i firmatari dell’accordo, considerando che la grande maggioranza dei lavoratori (il 63%, ndr) ha dato il proprio assenso tramite referendum, hanno convenuto sulla necessità di dare continuità produttiva allo stabilimento e a tutto il sistema della componentistica locale, offrendo così prospettive future ai dipendenti dell’impianto di Pomigliano” ha reso noto un portavoce del Lingotto.

L’accordo raggiunto per lo stabilimento campano – ha aggiunto Marchionne – vuole fare in modo che la fabbrica funzioni al meglio: non abbiamo intenzione di toccare nessun diritto acquisito dai lavoratori né di violare delle leggi“. Il manager italo-canadese ha poi sottolineato l’importanza di fare squadra tutti insieme per sfidare il mondo sul settore dell’automobile. “E si vince o si perde tutti insieme“.

Commenti positivi sia da parte sindacale sia da parte del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che ha detto: “si tratta di una decisione che tutela l’interesse nazionale e del mezzogiorno in particolare, visto che l’investimento della Fiat garantirà grandi volumi di lavoro, frutto di un’azienda che ha avuto il coraggio di rischiare e di forze sindacali che hanno capito lo sforzo“.