Bilancio: la crisi dell’auto è costata 33.000 posti

Secondo uno studio della Camera di Commercio di Torino, la crisi dell’auto ha portato alla perdita di 33.000 posti di lavoro e a 8,5 mld di fatturato

Bilancio: la crisi dell'auto è costata 33.000 posti

di Andrea Barbieri Carones

08 luglio 2010

Secondo uno studio della Camera di Commercio di Torino, la crisi dell’auto ha portato alla perdita di 33.000 posti di lavoro e a 8,5 mld di fatturato

La crisi dell’auto che ha colpito duramente tutto il mondo ha lasciato i suoi strascichi anche in Italia. I conti sono stati fatti da un’indagine dell’Osservatorio sulla filiera veicolare della Camera di Commercio di Torino: 8,5 miliardi di euro in meno di fatturato e 33.000 posti di lavoro persi. Cifre che danno l’idea di un settore che ha versato lacrime e sangue per tutto il corso dell’anno e che stenta ancora nel 2010. Nei 12 mesi dello scorso anno le 2.196 aziende del settore hanno registrato un volume d’affari di 41,7 miliardi, il -15,8% rispetto al 2008.

E per fortuna che c’è stata Fiat, che aumentando le sue quote di mercato in Europa e fatturando molto in Brasile, ha permesso a molte aziende fonitrici di componenti di restare a galla. Basti pensare che nel 2009 su 100 euro di ricavi del settore, 44,2 sono dovuti a commesse nazionali verso Fiat, e altri 19 a produzioni destinate a stabilimenti stranieri del gruppo. Una dipendenza da “mamma Fiat” che si è quindi attestata al 63,2% del fatturato (nel 2008 era del 47,8%) con punte del 78,1% nel Piemonte, dove l’imprenditoria è tradizionalmente legata a filo doppio con il Lingotto.[!BANNER]

A risentire maggiormente della crisi dell’auto sono state comunque le piccole imprese, il cui volume d’affari è sceso del 21% nel corso dello scorso anno, contro il 20% delle medie e il 13,8% delle grandi aziende. La soluzione, dicono gli analisti, sarebbe quella di creare aggregazioni o almeno forti collaborazioni fra attori del comparto, al fine magari di puntare ai mercati emergenti.