La Opel è da salvare, o no?

Secondo il tedesco Focus la Casa di Russelsheim non ha mai versato le tasse per gli utili al fisco e l’esecutivo si divide sul futuro di Opel

La Opel è da salvare, o no?

di Leopoldo Canetoli

08 marzo 2009

Secondo il tedesco Focus la Casa di Russelsheim non ha mai versato le tasse per gli utili al fisco e l’esecutivo si divide sul futuro di Opel

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Se  la General Motors è sull’orlo del fallimento, la sua filiale europea, con basi in Germania non è che stia molto meglio. Anzi, agli alti livelli si sta addirittura discutendo se valga la pena salvarla, o no.

Aiuteremo la Opel se il vantaggio per la collettività sarà superiore al danno. Sfortunatamente per ora non è questo il caso” ha detto il cancelliere democristiano Angela Merkel, che ha chiesto un piano di ristrutturazione credibile, perché quello mostrato non ha per niente convinto.

Pare, secondo il settimanale tedesco Focus, che la casa europea della GM non abbia mai versato un marco sugli utili realizzati al fisco tedesco, ma abbia invece messo in conto solo le perdite (mentre gli utili sono sempre stati trasferiti alla GM USA). Per sopravvivere la Opel avrebbe chiesto aiuti statali per 4 miliardi e non solo 3,3 come si era detto sinora dalla GM. E ancora secondo lo Spiegel  il numero uno di GM Europa Carl-Peter Foster avrebbe minacciato la chiusura di due stabilimenti in Germania e il taglio di 11.000 posti di lavoro.

Non è problema da poco, anche perché l’esecutivo tedesco è diviso, e le elezioni politiche di settembre incombono. Se la Merkel non intende riservare alla società nessun trattamento privilegiato (ma una fetta del suo partito non la pensa allo stesso modo) il suo sfidante alle elezioni, ministro degli esteri e candidato Spd Walter Steinmeier preme per aiutare Opel. “Dobbiamo fare ciò che è nelle nostre possibilità per salvare decine di migliaia di posti di lavoro” ha detto.

Negli ultimi sondaggi la Merkel rimane in testa, ma con un notevole calo di consensi rispetto alla Spd. Tra l’altro, per la stampa tedesca, un partner come Fiat sarebbe quello giusto in questo momento in cui si parla, in Germania, di alleanze nel mercato dei componenti auto, come i sistemi elettronici, addirittura tra BMW e Daimler, da sempre accese rivali.

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