Dacia Duster: pubblicità ingannevole in Francia

Un’associazione ambientalista francese ricorre al “Giurì” per lo slogan di lancio del SUV low cost. Ricorso accolto: Renault dovrà modificare il testo

Dacia Duster: pubblicità ingannevole in Francia

Tutto su: Dacia Duster

di Francesco Giorgi

18 giugno 2010

Un’associazione ambientalista francese ricorre al “Giurì” per lo slogan di lancio del SUV low cost. Ricorso accolto: Renault dovrà modificare il testo

Appena uscita e già al centro di una polemica: la Dacia Duster in questi giorni si trova sotto tiro, in Francia, da parte dell’associazione ambientalista Agir pour l’Environnement. La causa è una frase contenuta in un comunicato pubblicitario nella quale il riferimento alle emissioni di CO2, e alla conseguente “immagine eco friendly” della Duster sarebbe indicata in maniera un po’ troppo ottimistica.

Come riferito dal “Giurì” per la deontologia pubblicitaria, che ha accettato il ricorso da parte dell’associazione ambientalista, lo slogan utilizzato in Francia per il lancio del SUV low cost (“Nuova Dacia 4×4: rispettosa dell’ambiente a un prezzo mai visto”) non sarebbe del tutto realistico.

E lo spiega lo stesso Giurì in un comunicato: “La natura del messaggio pubblicitario può indurre gli utenti del Web in errore, oltre a violare le norme dell’Autorità in materia”.[!BANNER]

Nello specifico, il riferimento va alle emissioni, che nella Duster, a ciclo medio, sono di 159 g/km per la versione a due ruote motrici, e di 172 g/km per la 4×4. Valori di CO2 giudicati “superiori alla media attuale delle autovetture di fabbricazione francese (133 g/km)”. Lo slogan “Più rispettosa per l’ambiente” è stato quindi bollato come “menzognero”: la campagna di lancio per la Duster dovrà, quindi, essere modificata.

Il Giurì ha, tuttavia, riconosciuto che “In rapporto al prezzo di vendita” la Duster restaUna vettura a trazione integrale ben inserita in termini di emissioni di CO2. Le sue motorizzazioni dCi, a parità di segmento con altri modelli, si distinguono per le relativamente basse emissioni”. Ma, a quanto pare, da qui a farne una vettura “ecologica” ce ne passa…