Dealer: l’associazione ora è Federauto

Dopo 65 anni cambia nome l’associazione che raggruppa le concessionarie di auto, veicoli commerciali e industriali, e che rappresenta il 6% del Pil

Dealer: l'associazione ora è Federauto

di Lorenzo Stracquadanio

01 giugno 2010

Dopo 65 anni cambia nome l’associazione che raggruppa le concessionarie di auto, veicoli commerciali e industriali, e che rappresenta il 6% del Pil

Cambiare per stare al passo coi tempi. L’Associazione che riunisce in Italia i concessionari di auto, veicoli commerciali e veicoli industriali di tutti i marchi, e conosciuta fino a ieri come Federaicpa, ha cambiato nome trasformandosi in Federauto. La decisione è stata annunciata in occasione dell’Automotive Dealer Day, l’evento dedicato alle concessionarie d’auto più importante d’Europa che si è svolto nei giorni scorsi a Verona. 

Le ragioni di questo cambiamento sono presto spiegate dalle parole del presidente dei concessionari italiani Filippo Pavan Bernacchi: “Il nome Federaicpa, che stava per Federazione Associazioni Italiane Concessionari Produzione Automotoristica, non era più attuale. Era difficile da pronunciare, da scrivere, inoltre non faceva capire immediatamente chi siamo e cosa facciamo. Invece Federauto, Federazione Italiana Concessionari d’Auto, è facile, intuitivo e fa intendere all’istante che rappresentiamo i circa 4.000 concessionari ufficiali presenti in Italia, con un volume d’affari che rappresenta il 6% del Pil nazionale e impiega direttamente 178.000 persone. Se poi aggiungiamo le Case automobilistiche i numeri raddoppiano: 12% del Pil e quasi 400.000 addetti”.[!BANNER]

Una scelta di opportunità e di comunicazione quindi che punta a rendere Federauto un’associazione più visibile e maggiormente incisiva. I vertici di Federauto hanno inoltre provveduto ad apportare cambiamenti anche allo statuto e al brand. Accanto al nome infatti è comparso un logo con l’immagine del grifone. “Un animale mitologico metà aquila e metà leone – spiega il presidente dei concessionari – che vuole indicare come oggi, per fare il nostro lavoro, bisogna avere la forza e il coraggio di quell’antico animale”.