Termini Imerese, De Tomaso pensa all’anti-Mini

Secondo indiscrezioni, al centro dell’offerta per l’impianto siciliano c’è l’idea di creare una vettura diretta concorrente della Mini

Termini Imerese, De Tomaso pensa all'anti-Mini

di Lorenzo Stracquadanio

12 maggio 2010

Secondo indiscrezioni, al centro dell’offerta per l’impianto siciliano c’è l’idea di creare una vettura diretta concorrente della Mini

Realizzare a Termini Imerese una vettura in grado di competere direttamente con la “blasonata” e stilosa Mini. Sarebbe questo, secondo le ultime indiscrezioni, l’obiettivo di Gian Mario Rossignolo, imprenditore proprietario del marchio De Tomaso, attualmente in corsa per rilanciare le sorti dell’impianto siciliano di Fiat. Dal diretto interessato al momento non sono giunte né conferme né smentite, ma secondo quanto trapelato, la struttura di Termini Imerese punterebbe a “sfornare” a regime 30.000 vetture dirette concorrenti di Mini e circa 8.000 unità di una piccola Suv che andrebbe a sfidare la Bmw X1.

Nell’offerta targata De Tomaso e presentata a Invitalia, l’advisor scelto dal Governo per raccogliere e valutare le proposte imprenditoriali di rilancio della struttura di Termini Imerese, avrebbe inoltre un peso importante l’aspetto tecnologico. In particolare quello relativo al brevetto Univis, ideato dallo stesso presidente di De Tomaso Automobili, e capace di ridurre da 200 a 30 gli stampi per produrre una vettura; con conseguenti notevoli risparmi in termini di investimenti (circa il 70%).[!BANNER]

Il piano di rilancio di De Tomaso inoltre passerebbe anche dal porto di Catania che grazie alle sue infrastrutture farebbe da snodo per il trasporto delle merci e dei veicoli prodotti. Ad oggi oltre all’offerta di Rossignolo, sul tavolo di Invitalia ci sono anche le proposte di Cape Natixis («Sunny car»), quella di un gruppo cinese (logistica e distribuzione), di una società di studi cinematografici e quella di Gianni Punzo (Interporto di Nola).

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