Brunetta: car sharing per le auto blu, perchè no?

Il ministro pensa a forme di car sharing delle auto di servizio, che siano usate quindi da più funzionari verificandone uso e consumi

Dopo i dipendenti dei ministeri ecco le auto blu: il ministro Renato Brunetta ha firmato una direttiva per avviare il censimento dei mezzi di servizio presenti sul territorio italiano, da sempre croce (per i cittadini che le pagano) e delizia (per chi le può usare) del Bel paese. L'obiettivo è sempre sacrosanto: avviare un processo di razionalizzazione per arrivare a un risparmio dei costi di gestione del parco auto che arrivi al 50% di quello odierno.

L'obiettivo del ministro della Pubblica Amministrazione è di ricevere i risultati nel giro di un mese, anche perché le amministrazioni locali saranno tenute a pubblicare sui propri siti ufficiali un elenco delle auto blu e i relativi costi. "Il mio obiettivo - ha detto Brunetta - è di dare attuazione a una normativa già esistente che prevede un taglio dei costi per questi veicoli".

Il ministro, in sostanza, pensa a forme di car sharing delle auto di servizio, che siano usate quindi da più funzionari verificandone l'uso, i consumi e le spese per la manutenzione e per l'impiego degli autisti.

Intanto, Renato Brunetta ha reso noto di voler querelare il vicecapogruppo di Idv Fabio Evangelisti, che ha accusato il ministro di "predicare bene e razzolare male in tema di auto blu". Evangelisti mette sotto accusa gli spostamenti del ministro e del suo consulente Gianni De Michelis. Il parlamentare del centrosinistra ha detto anche che un ufficio a Venezia sarebbe pagato dal contribuente.

Il ministro ha negato tutto spiegando che la notizia è falsa e che usa un'auto blindata messa a disposizione dai Carabinieri in seguito alle minacce ricevute. "Il consigliere Gianni De Michelis - ha aggiunto - si reca ogni mattina al ministero con i mezzi propri".

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di Andrea Barbieri Carones | 12 maggio 2010

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