Benzina low cost? Se solo si diffondesse…

In Italia fanno fatica a diffondersi i distributori di benzina “bianchi”, dove il pieno costa meno. In Veneto, la verde scende fino a 1,27 al litro

Benzina low cost? Se solo si diffondesse...

di Andrea Barbieri Carones

10 maggio 2010

In Italia fanno fatica a diffondersi i distributori di benzina “bianchi”, dove il pieno costa meno. In Veneto, la verde scende fino a 1,27 al litro

Che i prezzi della benzina salgano costantemente è cosa nota. Meno noto è invece che sarebbero possibili forti risparmi (fino a 15 centesimi al litro) se si diffondessero i distributori senza logo, presenti in alcuni centri commerciali sparsi per la penisola e presi d’assalto soprattutto in occasione dei ponti di primavera e prima delle ferie estive: da nord a sud, per la precisione, ci sono circa 1.400 “pompe bianche” in un centinaio di centri commerciali, con marchi come Energia Siciliana, Omv, H6, Repsol o Beyfin.

C’è addirittura un sito, www.prezzibenzina.it, che indica dove si può pagare di meno. Fra questi ci sono i 10 nuovi impianti del marchio Vega, dove si paga 1,33 euro al litro, contro il prezzo medio di 1,44.

Se teoricamente tutti i distributori presenti in Italia praticassero queste tariffe, il risparmio sarebbe di 2,5 miliardi di euro ogni anno, cifra che permetterebbe di pagare 2 ponti di Messina. E che consentirebbe a ogni automobilista di avere in tasca a fine anno 203 euro i più, sufficienti per pagare il cenone di fine anno per sé e per la fidanzata.[!BANNER]

“Il consumatore italiano è l’unico a rimetterci” ha detto Roberto Sambuco, garante per la sorveglianza dei prezzi “. “Bisogna avere il coraggio di cambiare le cose perché in questa sprale tutti ci guadagnano. Tutti meno uno, ovviamente”.

Il garante punta anche il dito contro le compagnie petrolifere, che hanno fatto un tacito “cartello”: quando i colossi come Agip puntano al rialzo, tutte gli altri seguono a ruota in maniera automatica.

Ma la cosa che lascia a bocca aperta è anche un ‘altra: il Codacons ha provato a chiedere al governo italiano una lista di questi distributori low cost, ricevendo un “2 di picche”. E’ dovuto allora ricorrere al Consiglio di Stato per ottenerla e per pubblicarla on line.

Ma perché le pompe low cost sono un’eccezione nel panorama italiano? Secondo l’antitrust, la liberalizzazione viene vanificata a livello locale. In Piemonte, Lombardia, Friuli, Sicilia ed Emilia, ad esempio, si è deciso che un distributore di benzina può nascere solo se offre anche il Gpl: la cosa è positiva per l’ambiente, ma è un ostacolo insormontabile per chi vuole dedicarsi a questa attività e aprirne uno in proprio, dato che occorrono impianti più grandi con conseguente aumento dei costi di gestione.

A Castelfranco Veneto, fra le province di Treviso, Padova e Vicenza, c’è infine il distributore più economico d’Italia, dove la verde costa 1,270 euro al litro, e dove si formano file lunghissime di auto. La tariffa ha costretto i marchi concorrenti ad abbassare il prezzo, per non rischiare di rimanere a secco. Di clienti.

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