PM10 in aumento nelle città italiane

L'Ispra fotografa la situazione nelle città italiane per la qualità dell'aria. Auto meno inquinanti e più piste ciclabili ma il PM10 è alto

Presentato a Roma nella VI edizione del Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano lo studio dell'Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che fotografa la situazione ambientale nelle città italiane.

Aumentano le Euro 4

Grazie anche agli incentivi governativi dei mesi scorsi, il parco circolante è migliorato in qualità ambientale con una maggiore presenza di veicoli che rispettano la normativa Euro 4. In alcuni centri si sfiora la metà del totale come a Brescia (49,1%) ma si piazzano bene anche grandi città come Torino (25,9%) e Milano (23,3%).

Le auto con alimentazione a gas (GPL e metano) raggiungono ormai il 10% del totale in molte città italiane.

Il numero di vetture immatricolate tra il 2007 e il 2008 è rimasto praticamente invariato con un incremento limitato allo 0,5% per 7.508.000 unità totali. La concentrazione di autoveicoli nella popolazione rimane però elevata: Roma guida la classifica con 500 auto ogni 1.000 abitanti, seguono Potenza con 703, Catania con 702, Perugia con 686 e altre grandi città come Torino (628) e Palermo (599).

Polveri sottili ancora elevate

Nonostante stiano aumentando sempre più le auto ecologiche e siano in diminuzione le emissioni di gas serra, a preoccupare ancora è la concentrazione di polveri sottili e l'elevato volume di traffico.

Gli inquinanti più pericolosi come il PM10 e il PM2,5 sforano sistematicamente i limiti consentiti dalla legge in molti centri soprattutto dell'area padana. Fanno meglio i centri montani (come Aosta e Bolzano) e le città di mare (Trieste, Genova, Cagliari) che non hanno mai oltrepassato i limiti.

Più piste ciclabili e Ztl

Dalla fotografia dell'Ispra emerge che in generale viene dato sempre più spazio alle forme di mobilità alternative all'auto. Aumentano le piste ciclabili in quasi tutte le città e raggiungono i 500 metri per abitante a Brescia, Padova e Modena.

Nei grandi centri urbani aumentano anche le aree pedonali e le zone vietate alla circolazione dei veicoli, le cosiddette Ztl (Zona Traffico Limitato).

In crescita anche l'utilizzo del trasporto pubblico: le città migliori sono Campobasso con un incremento del 36%, Messina del 34%, Taranto e Venezia del 32% e Roma del 20%.

Male il territorio urbano

Le nostre città tendono però sempre più ad allargarsi e "mangiano" suolo naturale al ritmo di 1.500 ettari all'anno. Ogni anno a causa dell'urbanizzazione selvaggia e dell'assenza di una pianificazione territoriale adeguata lo spazio urbano italiano perde quindi oltre 15 milioni di metri quadrati di verde.

Inoltre, il territorio è esposto a fenomeni alluvionali a causa dell'elevato rischio idrogeologico. Le città più esposte - con una criticità pari al 10% - sono Bari, Firenze, Foggia, Genova, Livorno e Padova.

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di Andrea Tomelleri | 30 aprile 2010

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