Caro carburanti. Salvi in Svizzera e... dal Papa

Ritoccato il prezzo anche negli Usa. Italia: superato 1,43 euro-litro. Svizzera: costa sempre meno. Vaticano: isola felice (ma non per tutti)

Il mese scorso era emerso che, dopo l'apertura di nuovi distributori di benzina del gruppo Leclerc - Conad sul territorio nazionale, la "guerra dei prezzi" attuata in Liguria e il primato laziale sulla presenza di distributori no logo, l'offensiva contro gli aumenti del carburante da parte delle compagnie potesse portare delle piccole boccate d'ossigeno per i consumatori.

La situazione appare tutt'altro che tranquilla, anche negli Usa. Secondo gli analisti dell'Oil Price Information Service, infatti, l'aumento del prezzo della benzina all'ingrosso è avviato a crescere ancora, fino a portare il costo del carburante ai massimi degli ultimi 18 mesi.

Il risultato? Negli Stati Uniti, gli automobilisti pagheranno 3 dollari al gallone Usa (3,785 litri), a seguito dell'aumento, all'ingrosso, di 5 centesimi di dollaro registrato nello scorso fine settimana.

Gli aumenti in Italia

Da noi, intanto, la corsa ai rialzi prosegue a un ritmo che ricorda i livelli di due anni fa. Secondo quanto riportato oggi nel consueto monitoraggio di Quotidianoenergia.it, la "verde" ha superato 1,43 euro al litro e il gasolio si attesta a 1,275, dopo l'aumento di 0,6 centesimi per la benzina verde e di 0,8 centesimi per il gasolio, deciso ieri sera dall'Agip, ad appena quattro giorni dall'ultimo ritocco verso l'alto.

Nel dettaglio, Api-IP ha portato la "verde" a 1,427 (aumentandola di 1 centesimo) e il Diesel a 1,269 (a seguito dell'aumento di 0,6 centesimi).

La Erg ha aumentato di 0,5 centesimi benzina e gasolio (che così raggiungono 1,428 euro e 1,269 euro al litro).

Tamoil, infine, ha riveduto solo il prezzo alla pompa del Diesel: l'aumento è stato di 0,6 centesimi, e il prezzo al litro raggiunge 1,274 euro.

Frontalieri della benzina? Un sogno che sembra passato

Che il caro-prezzi del carburante alla pompa sia incontrollato, lo conferma un recente intervento di Giorgio Tettamanti, rappresentante dei benzinai del Mendrisiotto, che nei giorni scorsi aveva già avvertito gli automobilisti di Como, Varese e Milano a non prestare troppa fiducia sulla promessa di grandi risparmi nel rifornirsi in Svizzera.

"Fare benzina nel Canton Ticino, al momento, non conviene: il cambio franco-euro è di 1,43: troppo elevato, e ha portato anche qui a un consistente rincaro nel prezzo del carburante, sfavorevole per i frontalieri della benzina".

A questo proposito: le ultime stime, secondo il portale prezzibenzina.it, indicano 1,194 (per la benzina) e 1,208 (per il gasolio) a un distributore "servito" di una etichetta indipendente. Anche se non viene indicato, è logico attendersi un ulteriore ribasso di qualche centesimo di euro al "fai da te". Comunque un risparmio, se confrontato con la media italiana di questi giorni.

Avete il "pass" per il Vaticano? Si paga molto meno

L'aumento della benzina non interessa i residenti e i dipendenti di Città del Vaticano. Il più piccolo Stato del mondo, in virtù dello speciale regime fiscale (non è gravato dall'IVA e dalle accise presenti sul prezzo alla pompa del carburante in Italia) ha, infatti, visto crescere il divario fra il prezzo praticato "all'interno" dei confini e quello all'esterno di 40 centesimi.

Un bel colpo, non c'è che dire, per i 546 cittadini del Vaticano e i 1.800 dipendenti: tutti loro, infatti, possono entrare con l'auto e, con uno specifico pass elettronico, fanno rifornimento a prezzi che fanno venire l'acquolina in bocca a tutta Italia.

Intanto aspettiamo gli "effetti del protocollo"...

Nei giorni scorsi è emersa la notizia della stipula del protocollo fra il Ministero dello Sviluppo economico e petrolieri e gestori degli impianti per la riforma della rete di distribuzione carburanti. Entro un anno, emerge nel documento, sarà fissato il prezzo massimo che durerà almeno una settimana da un "ritocco" dei prezzi all'altro. Nel frattempo, il costo del carburante non potrà aumentare, tutt'al più solo diminuire.

La questione è: sulla base della situazione economica attuale (la "crisi" sembra ancora al di là dall'essere superata), siamo proprio sicuri che si debba aspettare così tanto e non si riesca, nel frattempo, a trovare delle nuove soluzioni per contrastare l'aumento indiscriminato del prezzo del carburante? Oppure, come sempre, "Paga Pantalone"?

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di Francesco Giorgi | 27 aprile 2010

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