Il piano Fiat piace ai sindacati

Cauto ottimismo da parte delle forze sindacali sul piano industriale Fiat. Ma dietro l'angolo, pesa la cassa integrazione

Il piano industriale della Fiat, apprezzato a vari livelli industriali, aziendali e governativi, ha lasciato un cauto ottimismo anche in campo sindacale, anche se non tutte le sigle hanno parlato all'unisono. La Fim-Cisl di Napoli, per esempio, ha comunicato di condividere la validità del piano Marchionne per Pomigliano. A lui fa eco il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha preso atto del fatto che i progetti sono molto ambiziosi "ma possono aprire una nuova stagione nelle relazioni industriali nel nostro paese. E' positivo non solo l'aumento della produzione di vetture e nuovi modelli, ma anche il mantenimento dei livelli occupazionali".

Positivo anche il commento dell'Ugl Metalmeccanici, grazie alla previsione di un incremento produttivo il quale implica la salvaguardia dei livelli occupazionali in tutte le fabbriche dell'auto e della componentistica.
Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, invece si concentra sulla stima dell'AD di Fiat, Sergio Marchionne, su un calo delle vendite delle auto in Italia del 30% a causa dello stop agli incentivi: "Mi sembra - spiega - una previsione molto pessimistica, sicuramente ci sarà una riduzione della domanda per effetto degli incentivi ma non di queste proporzioni".

Ma lo scorporo di Cnh, Iveco e parte di Powertrain ha lasciato l'amaro in bocca al segretario della Fiom, Giorgio Airaudo che vede un pericolo: "E' una scommessa perché due di quelle tre aziende, Iveco e Cnh, sono quelle che con i loro risultati hanno tenuto in vita la Fiat negli anni dell'ultima crisi. Sono le galline dalle uova d'oro e mentre è molto probabile che tornino alle loro performance, non altrettanto si può dire per l'auto che dipende da cosa accade negli Usa".
Ma i veri malumori li dà il tema della flessibilità e della cassa integrazione, che ancora colpisce il Lingotto.

Di parere opposto, invece, il segretario della Fim, Claudio Chiarle, che giudica lo scorporo una "opportunità anche per le nuove alleanze", e il segretario della Uilm, Maurizio Peverati. Forse, accontentare tutti sarebbe stato impossibile.

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di Andrea Barbieri Carones | 23 aprile 2010

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