A Mirafiori si profila un maggio molto caldo

Nel mese di maggio, la cassa integrazione toccherà circa 2.500 dipendenti (fra impiegati e operai) dello stabilimento torinese di Mirafiori

A Mirafiori si profila un maggio molto caldo

di Andrea Barbieri Carones

14 aprile 2010

Nel mese di maggio, la cassa integrazione toccherà circa 2.500 dipendenti (fra impiegati e operai) dello stabilimento torinese di Mirafiori

Il gruppo Fiat ha reso noto il nuovo programma di cassa integrazione per alcuni reparti dello stabilimento torinese di Mirafiori. In dettaglio, dal 10 al 16 maggio la misura colpirà 1.765 dipendenti degli Enti centrali, di cui 1.577 impiegati e 188 operai. Il 14, il 20 e il 21 maggio sarà invece la volta di 766 operai e 103 impiegati delle presse mentre dal 10 al 23 maggio toccherà a 100 operai e 30 impiegati di costruzione stampi.

La notizia giunge a 3 settimane di distanza dalla comunicazione della Casa del Lingotto che annunciava il taglio della prima delle due settimane di cassa integrazione, dal 30 marzo al 5 aprile.

Naturalmente, non tardano ad arrivare le prime dichiarazioni di preoccupazione sul fronte sindacale: Vincenzo Aragona, segretario della Fismic piemontese (il sindacato autonomo metalmeccanici e industrie colelgate), auspica che l’incontro del 21 aprile, in cui Fiat presenterà ad analisti e sindacati il piano industriale per i prossimi anni, possa riservare qualche notizia positiva per lo storico stabilimento di Mirafiori. “Chiediamo che venga assegnato a questo impianto torinese un modello di auto di livello medio-basso: solo così potremo salvarlo e proteggere l’occupazione del Piemonte”.[!BANNER]

Intanto la Fismic ha chiesto al neo eletto presidente della Regione, il leghista Roberto Cota, di convocare un tavolo con le parti sociali per affrontare la crisi occupazionale del Piemonte, che non coinvolge solo il settore delle 4 ruote.

A Piazza Affari, il titolo del gruppo torinese ha perso quota dopo che Lorenzo Sistino, responsabile del brand, aveva annunciato di prevedere per aprile un calo delle immatricolazioni tra il 10% e il 20%.

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