Obama il primo cliente della Chevrolet Volt

La Casa Bianca ha ordinato 100 Chevrolet Volt, il cui primo esemplare è appena uscito dalla catena di montaggio General Motors di Detroit

Obama il primo cliente della Chevrolet Volt

di Andrea Barbieri Carones

02 aprile 2010

La Casa Bianca ha ordinato 100 Chevrolet Volt, il cui primo esemplare è appena uscito dalla catena di montaggio General Motors di Detroit

La prima Chevrolet Volt è uscita questa settimana dalla catena di montaggio dello stabilimento General Motors di Detroit-Hamtramck. Si tratta di una pietra miliare per un’azienda che ne ha programmato la commercializzazione dal prossimo mese di novembre.

“Questo ampio anticipo – ha detto Bob Lutz, vicepresidente GM – conferma che il progetto di lanciare la prima auto elettrica procede spedito”. Nei prossimi mesi l’azienda d’oltreoceano prevede di produrne diverse centinaia in modo da arrivare a quota 4.000 entro l’estate del 2011.  

General Motors deve completare le verifiche sul software di controllo elettronico dell’auto ed ultimare i test sugli accumulatori che, secondo l’azienda, consentirebbero di viaggiare elettricamente con un’autonomia di oltre 60 km.

Intanto, c’è già un primo cliente per il primo veicolo elettrico prodotto negli Usa: si tratta dell’amministrazione di Barack Hussein Obama, che è anche il più grande finanziatore dell’iniziativa visto che il 61% di GM è detenuto dallo Stato. Dalla Casa Bianca è infatti giunta notizia che il governo intende acquistare le prime 100 Volt che usciranno dalla catena di montaggio e impiegarle su strada prima della fine dell’anno.[!BANNER]

Il presidente Usa si è posto l’obiettivo di far sì che sulle strade del paese circolino 1 milione di auto ibride plug-in entro il 2015. E per dare il buon esempio si appresta ad acquistare, oltre alle 100 Volt, anche altri 5.000 veicoli a propulsione mista benzina-elettrico entro quella data, anche per diminuire la dipendenza dal petrolio straniero.

Giusto un anno fa, però, i collaboratori di Obama avevano chiesto spiegazioni sul ritardo nella produzione della Volt, aggiungendo che la ritenevano troppo costosa per poter essere commercialmente vantaggiosa nel breve periodo.

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