No incentivi? Concessionarie in sciopero

Federaicpa, l'associazione dei concessionari di auto, pensa a uno sciopero in caso di incentivi non confermati. A rischio 15.000 posti

Se a Termini Imerese sono a rischio oltre un migliaio di posti di lavoro, nelle concessonarie d'Italia si potrebbe arrivare a 15.000. Una cifra che, a detta di Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federaicpa (la federazione concessionari auto in Italia), potrebbe essere veritiera qualora nel 2010 non venissero confermati gli incentivi alla rottamazione.

"Per questo motivo - ha detto - per le concessionarie potrebbe partire lo sciopero generale, visto che in Italia l'unico modo per farsi considerare è creare dei disservizi. Senza incentivi, moltre concessionarie saranno costrette a chiudere". 

Secondo i dati di Federaicpa, infatti, alle 15.000 persone che potrebbero perdere il lavoro ce ne sarebbero altre 30.000 nell'indotto. Senza considerare che, per lo stato, meno auto vendute vuol dire perdere i soldi di Iva, bolli e passaggi di proprietà e perdita di posti di lavoro significa anche ricorso alla cassa integrazione. Per non parlare del fatto che le auto di nuova generazione sono meno inquinanti e più sicure per i passeggeri in caso di incidente, quindi porterebbero meno aggravi per il sistema sanitario nazionale.

"I dati relativi alla crisi di vendite vanno guardati con attenzione: nel 2009, grazie alla rottamazione, abbiamo consuntivato sul mercato Italia 2.350.000 ordini circa (e "targato 2.100.000 auto). Ne consegue che circa 250.000 auto, coda della rottamazione 2009, verranno targate entro il 31 marzo 2010 (come prevede il decreto). Questo, tradotto, significa che quest'anno verranno emessi 1.500.000 ordini totali. Quindi, gli ordini passeranno dai 2.350.000 ai 1.500.000 quest'anno. Chiedo pertanto un incontro urgente con il governo, per valutare misure alternative per il settore, che preveda una fiscalità più favorevole e la riduzione di tasse assurde che gravano sulle teste delle concessionarie".

E lo sciopero? Ancora non se n'è parlato in maniera concreta. Si sa solo che colpirebbe non solo gli acquirenti ma anche aziende, ospedali, ministeri e forze di polizia che avrebbero difficoltà a reperire l'assistenza e i pezzi di ricambio per le loro auto. 

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di Andrea Barbieri Carones | 19 marzo 2010

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