Caro benzina, i prezzi continuano a salire

I prezzi dei carburanti continuano la loro corsa in salita. Dopo i ritocchi dei listini di alcune compagnie, il prezzo della verde sfiora 1,40 euro

Non sembra conoscere un freno il prezzo dei carburanti in Italia in questo periodo. Dopo i ritocchi verso l'alto apportati ai prezzi da alcune compagnie come Agip, Shell, Q8 si registrano aumenti anche per quanto riguarda Erg, Tamoil ed Esso. Un litro di verde costa 1,395 euro presso la rete Shell, 1,388 euro presso Erg e via via fino agli altri, con aumenti che hanno fatto arrivare i listini ai livelli di oltre un anno fa.  

I recenti aumenti hanno visto quindi la discesa in campo delle associazioni dei consumatori, che hanno ricordato come l'aumento dei prezzi non trova alcuna giustificazione nell'aumento del prezzo del petrolio, in questi giorni sopra gli 80 dolllari al barile, visto che, già lo scorso gennaio, con il petrolio a questi livelli i prezzi alla pompa erano decisamente più contenuti. Per Federconsumatori, che ha effettuato alcuni calcoli tenendo conto del prezzo del petrolio e dello scambio Euro/Dollaro, la benzina dovrebbe costare oggi circa 1,32 euro al litro, quindi molto meno del prezzo attualmente in vigore presso quasi tutti i gestori.  

Ferma sulle proprie posizioni, invece, l'Unione Petrolifera, che giustifica gli aumenti non soltanto con il rincaro del prezzo del petrolio ma anche con l'aumento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, specificando in una nota come: "Tenendo conto di questi ultimi andamenti e non del prezzo del petrolio tal quale, come si ostinano a fare le Associazioni dei consumatori, e confrontandoli con il 'prezzo Italia' rilevato dal Ministero dello Sviluppo Economico, emerge come i prezzi interni si siano mossi assolutamente in linea con quelli internazionali sia per la benzina che il gasolio. In particolare - si legge nella nota - a far data dalla fine di febbraio la benzina a livello internazionale (Platts) si è infatti apprezzata di 2,3 centesimi euro/litro contro gli 1,7 centesimi del prezzo interno (al netto delle tasse)".

Non ci sarebbe quindi, secondo l'Unione Petrolifera, alcuna speculazione sui listini, per cui l'andamento crescente dei prezzi seguirebbe esattamente le tendenze internazionali, senza discrepanze tra i prezzi al distributore praticati in Italia. 

Intanto, in tutto questo contesto, le associazioni dei consumatori hanno spiegato come i prezzi gonfiati" contribuiscano a far pagare ben 171 euro annuali in più agli automobilisti, motivo per cui si chiede al Governo la liberalizzazione della rete di distribuzione al fine di favorire il canale di vendita della grande distribuzione e ottenere così, grazie alla maggiore concorrenza, un abbassamento dei prezzi.      

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di Giuseppe Cutrone | 10 marzo 2010

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