Italiani sensibili al fattore smog

Un'indagine Cittalia svela il sentire nelle città del Nord. Si chiedono più mezzi pubblici, piste ciclabili e incentivi per le "auto verdi"

Consapevoli di un quadro preoccupante, favorevoli al potenziamento di mezzi pubblici e piste ciclabili, un po' meno disposti a ridurre l'utilizzo dell'auto privata. Sono questi gli italiani del 2010, così come li descrive il sondaggio condotto da Cittalia (Fondazione Anci Ricerche e SWG) su un campione di 1.000 cittadini, residenti nelle regioni del Nord.

Il solito contradditorio tra le buone intenzioni, le richieste d'intervento, e la disponibilità a fornire un contributo migliorativo diretto. Per il 77% degli intervistati l'inquinamento atmosferico è un problema da tenere in debita considerazione. Quali allora le proposte per migliorare la qualità dell'aria? Le risposte si sono concentrate intorno a diversi punti: anzitutto un forte investimento sul servizio pubblico, in termini di efficienza, numero di mezzi e rottamazione del materiale obsoleto. Un discorso in cui viene inserita anche l'autotrazione industriale e commerciale.

A giudizio della popolazione "padana" serve poi insistere sui contributi all'acquisto di veicoli a emissioni ridotte, e incrementare i percorsi a uso esclusivo di pedoni e ciclisti. Solo in questo modo si potrebbe soddisfare la disponibilità a spostarsi a bici o a piedi, sostenuta da 54 soggetti su 100.

Affrontando poi nello specifico il problema traffico, nella speciale classifica degli interventi ritenuti utili per ridurre la diffusione di polveri sottili, spicca anche l'incremento dei parcheggi di scambio, una simultanea chiusura dei centri storici al traffico privato, il potenziamento dei sistemi di mobilità alternativa (car sharing, bike sharing, car pooling), dall'estensione delle aree pedonali e delle zone a traffico limitato. Seguono l'istituzione di pedaggi per l'ingresso nei centri abitati delle auto inquinanti, le domeniche senz'auto, la promozione dei blocchi del traffico, la riduzione dei limiti di velocita' in autostrada nei pressi dei centri abitati e, infine, il ripristino della circolazione a targhe alterne.

Ma a dispetto di tanti buoni propositi, chi è poi disposto a fornire l'esempio? Il sondaggio, da questo punto di vista, lascia intuire come gli italiani siano poco disposti a cambiare le abitudini quotidiane. Solo il 36% è propenso a "tagliare il chilometraggio" a bordo della vettura di proprietà.  

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