Toyota potrebbe far fronte a milioni di cause

Le azioni legali sarebbero intentate dai clienti danneggiati dai richiami delle auto difettose. Toyota potrebbe dover risarcire 2,6 miliardi di euro

Toyota potrebbe far fronte a milioni di cause

Tutto su: Toyota

di Andrea Barbieri Carones

18 febbraio 2010

Le azioni legali sarebbero intentate dai clienti danneggiati dai richiami delle auto difettose. Toyota potrebbe dover risarcire 2,6 miliardi di euro

In seguito al richiamo in tutto il mondo di oltre 5 milioni di auto Toyota a causa di un difetto nell’acceleratore, la casa giapponese potrebbe dover fronteggiare richieste di danni pari a 2,6 miliardi di euro, con una media di 4-500 euro a veicolo. Una cifra astronomica anche per la prima azienda automobilistica al mondo, che andrebbe a incidere su un fatturato che nel 2009 è stato altalenante per tutto il settore.

La stima è stata fatta da un docente dell’università di Boston in seguito all’aumento delle azioni giudiziarie collettive che sono state intraprese ai due lati dell’Atlantico, nonostante le scuse pubbliche del presidente del colosso del sol levante, che serviranno forse a diminuire il numero delle azioni legali.[!BANNER]

Le scuse saranno magari gradite da tutti, ma non portano soldi nelle tasche della clientela: Akio Toyoda dovrà pertanto anche spiegare le mosse dell’azienda per venire incontro alle esigenze dei clienti che, come sanno gli imprenditori, hanno sempre ragione. 

Ai costi per le cause legali, si devono aggiungere quelli relativi alle riparazioni delle auto ritirate, del mancato guadagno relativo alle vendite dell’anno in corso e al forte calo delle azioni dell’azienda alla Borsa di Tokyo.

Nel frattempo, Toyota ha comunicato di aver fatto ritorno all’utile nel terzo trimestre del 2009, con 1,26 miliardi di euro contro una perdita di 1,35 miliardi nello stesso periodo del 2008. In crescita (+10%) il fatturato, che ha raggiunto i 43,42 miliardi di euro. Nei primi 3 mesi del 2010, l’azienda prevede di registrare un utile di 630 milioni di euro.