Scajola: No agli incentivi, sì alla ricerca

Il ministro dello Sviluppo economico Scajola conferma il no agli ecoincentivi per l’auto, sì invece alla ricerca

Scajola: No agli incentivi, sì alla ricerca

Tutto su: FIAT

di Andrea Barbieri Carones

17 febbraio 2010

Il ministro dello Sviluppo economico Scajola conferma il no agli ecoincentivi per l’auto, sì invece alla ricerca

Scintille in Senato tra il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e il senatore del Pd Costantino Garraffa. Oggetto: lo stabilimento di Termini Imerese e il suo futuro in seguito alle 14 proposte di riutilizo del sito, che sono state raccolte dell’Esecutivo per evitarne la chiusura. Tali proposte saranno rese note il giorno 5 marzo.

Scajola ha annunciato che verrà creata una lista di queste possibilità di salvataggio, dando priorità a quelle più vantaggiose per l’impianto siciliano, per il paese e per i dipendenti che rischiano di trovarsi senza lavoro in seguito alla decisione della Fiat di interrompere la produzione nel gennaio del 2012. In altre parole, saranno esaminate le proposte tenendo conto della solidità economico-finanziaria dei soggetti proponenti, della fattibilità industriale e delle conseguenti ricadute occupazionali, dando la precedenza al settore automobilistico.[!BANNER]

Per ampliare la gamma delle possibili soluzioni, l’Esecutivo sta valutando la possibilità di rivolgere un invito internazionale ai soggetti interessati al rilancio industriale dell’area, sottolineando che sono a disposizione 450 milioni di euro in finanziamenti statali e regionali per migliorare le infrastrutture e sostenere la ristrutturazione del polo produttivo. “L’importante – ha detto il responsabile del dicastero – è non prendere decisioni affrettate e approssimative, sull’onda dell’emotività, di cui potremmo pagarne le conseguenze in seguito”.

Mentre il governo ha confermato di non voler rinnovare gli incentivi all’acquisto di auto, la Fiat ha confermato la centralità dell’Italia nel suo programma di sviluppo e ha annunciato che destinerà al nostro Paese due terzi degli 8 miliardi di investimenti previsti nel prossimo biennio. “L’azione del ministero dello Sviluppo economico andrà invece nella direzione di intensificare il sostegno alla ricerca e all’innovazione“.