Un chip per controllare i disabili romani nelle Ztl

Giro di vite del Comune di Roma contro i furbetti “invalidi”. Entro la fine dell’anno arriverà un dispositivo elettronico simile al Telepass

Un chip per controllare i disabili romani nelle Ztl

di Redazione

15 febbraio 2010

Giro di vite del Comune di Roma contro i furbetti “invalidi”. Entro la fine dell’anno arriverà un dispositivo elettronico simile al Telepass

Stop ai furbetti del contrassegno disabili. Il Comune di Roma ha annunciato l’introduzione di un sistema a riconoscimento elettronico per i titolari dei 60.000 permessi concessi sul territorio cittadino. Entro la fine dell’anno gli ingressi del centro storico saranno muniti di colonnine e strumentazione per la verifica delle autorizzazioni. E per i contravventori scatteranno automaticamente le multe.

Il provvedimento si ispira al funzionamento dei caselli autostradali Telepass. Attraverso un microchip montato al loro interno, le vetture potranno dialogare con particolari visori montati ai varchi che delimitano le zone a traffico limitato, e presso le aree di parcheggio al loro interno. Sostiene l’assessore alla Mobilità capitolino Stefano Marchi come “questo consentirà di parcheggiare soltanto le auto munite del microchip, messo in comunicazione con la Sala sistema Roma che, a sua volta, utilizzerà l’input ricevuto per una verifica dati. Essendo in contatto diretto anche con i vigili urbani partirà in automatico la sanzione prevista dal codice”.[!BANNER]

L’innovativo sistema potrebbe in un futuro essere esteso al controllo degli stalli riservati per i pullman e le operazioni di carico/scarico. E’ già invece operativo un servizio telefonico offerto agli intestatari di concessioni per avvisare gli operatori della municipalità l’ingresso in aree Ztl. L’iniziativa ha valenza anche per i parenti che intendono effettuare delle commissioni per loro conto. Tuttavia, considerando la tendenza tutta italiana di “approfittare” delle situazioni di comodo, è lecito attendersi che allo 06-0606 si rivolgeranno anche cittadini in possesso del contrassegno senza una reale motivazione. A sostegno di questa ipotesi muovono i numeri: le verifiche operate di recente su 3.000 permessi hanno prodotto mille violazioni, 165 ritiri e 22 denunce per uso improprio.