Smog, è davvero servito bloccare Milano?

Solo Milano ha fermato le auto. Ma la soglia di legge per le polveri sottili è stata superata in molte regioni italiane. Napoli in testa

I dati sulle concentrazioni delle polveri sottili nell'aria di Milano mostrano che c'è stato un netto miglioramento rispetto a venerdì scorso, quando comune, provincia e regione deliberarono il blocco del traffico privato per la giornata di domenica 31 gennaio. Mentre resta in vigore il pagamento dell"ecopass" nel centro di Milano anche per i veicoli diesel euro 4 ed euro 5 senza filtro antiparticolato (solitamente esentati), si tira un bilancio del provvedimento restrittivo che ha provocato disagi alla popolazione e ha suscitato molte polemiche.

Innanzitutto perché uno studio ha dimostrato che la fonte maggiore di inquinamento proviene da obsoleti impianti di riscaldamento. Secondo, che l'inquinamento colpisce anche le piccole città, non soltanto nella Pianura Padana, dove l'aria "ristagna" ma anche in diverse città del centro e del sud del Paese. Terzo, perché a pulire l'aria pensa madre natura con i venti, indipendentemente da quello che fanno gli uomini.

Naturalmente prendere provvedimenti antiinquinamento è doveroso, da parte di ogni buon amministratore. Ma forse bloccare solo una città d'Italia è inutile. Tanto più che i comuni confinanti con Milano, che hanno una popolazione totale superiore a quella della metropoli, hanno permesso la circolazione delle auto.

Ecco alcuni dati: la concentrazione di polveri sottili ha abbondantemente superato i livelli di soglia imposti dalla Ue (50 microgrammi per metro cubo d'aria) in tutte le province lombarde e piemontesi. Anche in molte città del Veneto la musica è la stessa, eccezion fatta per Belluno, in mezzo all'aria salubre delle montagne.

Intanto Sergio Chiamparinosindaco di Torino e presidente dell'Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani), ha chiesto un summit dei sindaci della Valpadana per trovare insieme misure comuni anti smog.

Valori fuori norma per diversi giorni di gennaio anche a Roma, con superamento della soglia in media per un giorno su 3. Situazione simile anche al sud, dove Napoli è risutalta la città italiana in cui i valori di pm10 per più giorni (anno 2009) hanno superato i limiti di legge: ben 156, contro i 151 di Torino (seconda classificata) e i 129 di Ancona.

I dati Arpa (le agenzie regionali di protezione ambientale) mostrano comunque che in quasi tutte le regioni i limiti vengono superati abbondantemente, per poi calare a primavera quando gli impianti di riscaldamento vengono spenti.

A questo punto suona beffardo l'avviso di garanzia  (unico in Italia) inviato a inizio dicembre a Roberto Formigoni, governatore della Lombardia per "non aver preso provvedimenti contro l'inquinamento", quando forse la regione è quella che più attenta al problema.

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di Andrea Barbieri Carones | 03 febbraio 2010

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