Si può minacciare il vigile, lo dice la Cassazione

Assolto un medico condannato per minacce a un vigile che lo multava per divieto di sosta durante una visita urgente

Si può minacciare il vigile, lo dice la Cassazione

di Redazione

03 febbraio 2010

Assolto un medico condannato per minacce a un vigile che lo multava per divieto di sosta durante una visita urgente

“Mi faccia la contravvenzione e le farò vedere l’inferno”. Un medico catanese è stato di parola e non ha accettato le condanne pronunciate in primo e secondo grado dal Tribunale e dalla Corte di Appello di Catania: si è dunque rivolto alla Cassazione per sentirsi prosciogliere dal reato di minaccia contestatogli dopo aver pronunciato la fatidica frase.

La suprema Corte gli ha dato ragione specificando che, quando l’automobilista abbia “contingenze prioritarie che prevalgano su ogni altra esigenza”, un comportamento di questo tipo può essere tollerato. Tali dunque devono essere sembrate le esigenze che hanno spinto il medico-automobilista, colto mentre parcheggiava in divieto di sosta, a inveire contro i vigili che lo stavano multando: la sua fretta era giustificata dal fatto che si stava recando a effettuare una visita cardiologica urgente e, il comportamento dei vigili, gli è apparso come “un’importuna e ottusa interferenza nell’urgente compito del suo dovere professionale“. [!BANNER]

La sentenza, in pratica, considera la frase “al di là del suo reale contenuto minatorio, non soggettivamente caratterizzata da reale volontà di coartazione”, volendo esprimere, nella sua stessa enfasi, “un’esasperata protesta” contro l’atteggiamento adottato dai Vigili in quella circostanza. Da questa considerazione è scaturito il verdetto di innocenza –perché il fatto non costituisce reato“, pronunciamento che, inevitabilmente, apre uno scenario futuro poco rassicurante per le forze di polizia municipale.