Si accende la protesta a Pomigliano d'Arco

Per protestare contro il licenziamento, 38 operai Fiat hanno occupato la stanza del sindaco dopo aver minacciato di darsi fuoco

La situazione dei lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco si è fatta quasi drammatica: 38 di essi sono saliti sul tetto del municipio della città, hanno acceso un falò minacciando poi di darsi fuoco per protestare contro il mancato rinnovo del contratto scaduto il 31 dicembre scorso. La protesta si è poi trasferita nella stanza del sindaco e nelle strade della città. Col primo cittadino, Antonio Della Ratta, sono in corso delle trattative per scongiurare il licenziamento.

Gli operai si sono detti disposti a trasferirsi in un altro stabilimento e anche ad aspettare il riavvio della produzione a Pomigliano d'Arco, purché il Lingotto manifesti la propria disponibilità a mantenerli in organico. I 38 manifestanti avevano con sé delle teniche di benzina, delle tende e dei gazebo con l'obiettivo di resistere più tempo possibile. 

Questa protesta segue di alcuni giorni quella inscenata dai loro colleghi dello stabilimento siciliano di Termini Imerese, ai quali si sono uniti alcuni dipendenti della Delivery Email, azienda dell'indotto che rischia la chiusura.

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di Andrea Barbieri Carones | 27 gennaio 2010

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