Torino: è partito il blocco ai Diesel Euro 2. Ma non in tutti i Comuni

Solo cinque dei Comuni del provvedimento diramato nei giorni scorsi si sono adeguati. Resta un dubbio: è davvero una ricetta valida?

Avvio parziale del blocco alla circolazione per gli autoveicoli Diesel Euro 2 a Torino e nei Comuni della rete metropolitana. Il provvedimento, annunciato nei giorni scorsi e che ha subito fatto discutere, è sì partito oggi, ma solo su cinque delle nove aree decise dalla delibera. Più nel dettaglio, le vetture a gasolio con più di 10 anni sono state fermate, oggi, a Carmagnola, Collegno, Ivrea, Moncalieri e Settimo Torinese. In queste località, gli autoveicoli Diesel Euro 2 non possono circolare dalle 8 alle 19.

Il divieto a Torino, invece, è previsto per mercoledì prossimo, e con modalità differenti a seconda della provenienza degli automobilisti: dalle 9 alle 17 per i residenti; dalle 8 alle 19 per quelli che arrivano da fuori. Sempre nei prossimi giorni, si uniranno al "blocco" anche Borgaro Torinese, Grugliasco e Rivoli. Rimangono, per il momento, fuori dal coro Chivasso, Orbassano, Chieri, San Mauro Torinese e Nichelino: la motivazione indicata dalle amministrazioni locali è di impossibilità ad applicare il blocco ai Diesel Euro 2 "A causa del momento di crisi".

Il divieto si trova in stand by a Beinasco e Venaria. I sindaci dei due Comuni hanno dichiarato che prima di applicare il blocco chiedono che la Provincia risolva, prima, alcuni problemi di viabilità (il casello autostradale in direzione Beinasco, la circonvallazione per Borgaro, il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico per Venaria) in maniera da offrire ai cittadini delle possibilità alternative di mobilità.

Tutto questo, in attesa che la viabilità a Torino incontri un ulteriore giro di vite. Subito dopo Pasqua (nella prima metà di Aprile) arriverà una nuova e più ampia Ztl (Zona a traffico limitato) che comporterà il divieto di ingresso a tutte le auto (tranne quelle col "permesso") dalle 7,30 alle 10,30 anche nella attuale Ztl Ambientale - corso Vittorio, il lungo Po, corso San Maurizio, Regina, corso Palestro - che ne controllerà gli accessi mediante l'utilizzo di 40 telecamere di sorveglianza.

Rimane il dubbio che quanto deciso da Torino e dai comuni dell'hinterland del capoluogo piemontese non dia un po' l'idea del palliativo. Il provvedimento, infatti, riguarda un totale di 80.000 veicoli (contando quelli residenti nei Comuni interessati), dei quali 14.000 a Torino. Un quantitativo piuttosto esiguo se confrontato con il numero totale di autoveicoli che, ogni giorno, si muovono nella cintura torinese. E in barba a un recente studio che indica come, in Italia, la maggior parte degli autoveicoli circolanti sia ancora "ufficialmente inquinante".

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di Francesco Giorgi | 25 gennaio 2010

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