Tata Nano in USA: altro che 2.500 dollari

Quanto incontrerà, in termini di preferenze, la small car negli Stati Uniti? Fra omologazioni e aggiornamenti, costerà ben più del prezzo indiano

Tata Nano

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Economica? Small car? Low cost? Alla faccia dell'India che sforna vetture economiche come se fossero panini, oltreoceano c'è già chi ha fatto un po' di conti sull'affaire Tata Nano. E ha trovato che così "nano" non è... Almeno nel prezzo.

Fra costo base della vettura e omologazione alle normative in vigore negli Stati Uniti per le emissioni nocive e gli standard di sicurezza, la small car da 2.500 dollari (così come viene pubblicizzata) rischia di costarne molti di più.

Una fonte interna al Gruppo indiano ha, infatti, spiegato che la versione a stelle e strisce della vetturetta indiana, una volta che sarà pronta per l'esportazione negli USA, costerà circa 8.000 dollari, ovvero 5.500 euro. Come dire: l'equivalente del prezzo per il mercato europeo.

A far drizzare le orecchie all'opinione pubblica nord americana è stata l'esposizione, in veste di anteprima, della Tata Nano al Salone di Detroit. Una mossa pubblicitaria per la Tata Motors (la Divisione del Gruppo indiano che si occupa della realizzazione di autoveicoli e, dunque,anche della Nano), da un lato.

Ma anche la conferma che il prezzo su strada della small car indiana per gli USA sarà molto più alto dei 2.500 dollari richiesti per il mercato indiano e che, lo scorso luglio, quando venne presentata l'anno scorso, diede il la all'attuale corsa alla realizzazione della vetturetta da città economica e senza fronzoli.

Una ricerca poi seguita a stretto giro di posta da altri Costruttori (Volkswagen che si è accordata con la Suzuki, Honda, Renault, Nissan, Chevrolet, Hyundai, Toyota, Ford).

D'altro canto, il panorama è ghiotto. La strada tracciata dalla filiale indiana della Suzuki India, Hyundai India e dalla stessa Tata, che nel 2009 hanno concluso l'esercizio spartendosi la torta del marcato interno, fa gola a molte Case.

La questione, se mai, è un'altra: far collimare le esigenze della motorizzazione indiana, che in questi anni è in pieno boom, con i bisogni dei Paesi che vantano un mercato molto più vario, seppure guastato dalla crisi dei consumi.

Quest'ultimo aspetto, può - in parte - far pendere l'ago della bilancia verso i produttori delle small car. Ma, come era già stato evidenziato per l'anticipazione della Nano Europa, bisognerà vedere se l'automobilista medio si adatterà a una small car. Soprattutto, se l'offerta sarà ugualmente appetibile anche con i necessari aggiornamenti per l'omologazione in Europa e negli USA.

In particolare, per la Tata Nano a stelle e strisce sarà necessario rivedere l'equipaggiamento standard di sicurezza. Dovranno essere aggiunti degli airbag, la struttura del tetto sarà da rinforzare, il paraurti anteriore andrà modificato per la nota questione della sicurezza assoluta in caso di urto a 5 miglia (8 km/h).

Il piccolo motore bicilindrico da 623 cc andrà riprogettato nella compressione, nelle valvole e nel sistema di scarico per poter essere omologato secondo le severe normative anti inquinamento in vigore negli States (e in California in particolare). Insomma: bisognerà vedere se la Nano incontrerà davvero i gusti degli automobilisti USA.

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di Francesco Giorgi | 22 gennaio 2010

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