Termini Imerese: proseguono gli scioperi ma Marchionne non fa marcia indietro

Nonostante le proteste per la chiusura dell'impianto, prevista per il 2012, il manager di Fiat conferma: chiusura ormai decisa

"In questo mercato, parlare di riabilitare lo stabilimento di Termini Imerese è da pazzi". Suonano ferme e irremovibili le parole pronunciate ieri da Sergio Marchionne ai giornalisti che gli domandavano un parere riguardo le accuse, lanciate nelle scorse ore dai sindacati, di aver fatto marcia indietro rispetto alle promesse contenute nel piano industriale presentato due anni fa che prevedevano un rilancio per lo stabilimento Fiat di Termini Imerese, in provincia di Palermo.  

Per l'AD del gruppo torinese non c'è alcun margine per poter tornare sulla decisione di chiudere la fabbrica siciliana dal 2012, non almeno in questo mercato. E proprio riguardo il mercato Marchionne ha provato a spiegare il cambio di strategia rispetto al piano industriale cui i sindacati fanno riferimento, spiegando come le condizioni per cui allora era stata ipotizzata la rinascita dello stabilimento siciliano non sussistono più alla luce della crisi del settore avutasi negli ultimi mesi.

Il problema, secondo Marchionne, è soprattutto di tipo logistico e non è legato quindi alla qualità della fabbrica e degli operai che vi lavorano: "Mi hanno accusato di aver fatto una battuta crudele sul fatto di dover spostare la Sicilia vicino alla Lombardia, ma da un punto di vista logistico, non posso fare assolutamente niente. Attualmente noi spediamo dei pezzi in Sicilia, li montiamo e poi li ricacciamo fuori. L'unico a guadagnarci è il sistema di logistica attorno allo stabilimento. Badate: ciò non ha niente a che fare con la qualità dei lavoratori; la fabbrica è nel posto sbagliato."  

La posizione della casa automobilistica rimane quindi inalterata nonostante le proteste dei lavoratori, che si sono ritrovati oggi a Palermo per protestare davanti a Palazzo dei Normanni, la sede dell'Assemblea regionale siciliana, che proprio nel pomeriggio si riunirà per cercare di trovare una soluzione alla vicenda, come confermato dal presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo: "Lotteremo perché la Fiat non vada via da Termini Imerese. Vogliamo produrre automobili moderne e ad alta tecnologia.". La stessa posizione è stata espressa anche da altri esponenti della politica locale.

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di Giuseppe Cutrone | 13 gennaio 2010

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