Saab: si fa avanti anche la Genii Capital

Colpo di scena dell'ultimo minuto: nelle trattative fra GM e Spyker per la cessione del Marchio è arrivata la Genii, che ha salvato la Renault F1

La telenovela della cessione del marchio Saab si arricchisce di un nuovo episodio. Dopo il rinvio delle trattative deciso ieri - al momento della scadenza dei termini indicati dalla General Motors per la presentazione dei piani di acquisizione da parte della Spyker - la Casa svedese interessa anche una società che, da quest'anno, è legata a filo doppio alla Formula 1.

Nelle ultime ore, infatti, si è fatta avanti la candidatura della Genii Capital, il fondo di investimento lussemburghese che, in poche settimane, è passato dall'anonimato per i più all'essere conosciuto in tutto il mondo per essere stato il principale protagonista del salvataggio del team Renault di F1, che quest'anno potrà essere ai nastri di partenza della massima Formula grazie all'acquisizione di una grossa fetta del pacchetto azionario dell'ex team guidato da Flavio Briatore.

La Genii Capital, secondo le dichiarazioni dei suoi portavoce, assieme al "grande capo" della F1 Bernie Ecclestone, ha approfittato di un nuovo rinvio delle trattative fra la General Motors e la Spyker in merito alla cessione del Marchio svedese. I dirigenti della Saab, infatti, hanno rinviato di 24 ore il Consiglio di amministrazione che avrebbe dovuto tenersi ieri.

Fra gli ordini del giorno, si attende una decisione sulla possibilità di riprendere la produzione a Trollhattan, di fatto ferma da alcune settimane, e valutare una seconda opportunità di acquisizione del marchio. Che, in questo caso, potrebbe essere proprio la Genii Capital.

La quale, dal canto suo, avrebbe come asso nella manica già avanzato una ipotesi economica, che peraltro non è stata resa nota, secondo quanto riportato dai rappresentanti della Genii.

Dal canto loro, i vertici della General Motors sembrano trattare la prestigiosa Casa svedese alla stregua di un oggetto da bancarella al mercato rionale: "Portateci i soldi, e la Saab è vostra", ripete dagli uffici di Detroit Ed Whitacre, Presidente della GM. Una dichiarazione che sa più di saldi di fine stagione che di una concreta possibilità di partecipare, con interesse, alle sorti della Saab.

La General Motors, troppo occupata a risollevarsi dallo stato di amministrazione controllata ("Ho ragione di credere che nel 2010 saremo in profitto", indica Whitacre), ha ben poco tempo e risorse per prendersi cura del futuro della Saab, il cui destino appare molto simile al caso Opel che aveva tenuto banco nei mesi scorsi.

L'unica differenza, e non è una cosa da poco, è che allora la GM aveva sempre mostrato fiducia sulla possibilità di cedere il marchio tedesco. Nel caso della Saab, al contrario, a Detroit prevale lo scetticismo.

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di Francesco Giorgi | 08 gennaio 2010

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