Controllo di stabilità, diffusione in aumento

Nel primo semestre 2009 era presente sul 58% delle vetture, in crescita rispetto all’anno precedente. Bene anche l’Italia: è sul 55% delle auto

Controllo di stabilità, diffusione in aumento

di Lorenzo Stracquadanio

27 dicembre 2009

Nel primo semestre 2009 era presente sul 58% delle vetture, in crescita rispetto all’anno precedente. Bene anche l’Italia: è sul 55% delle auto

Nel vecchio continente cresce il numero di vetture che adottano il controllo elettronico della stabilità. Stando alle cifre diffuse dal produttore Bosch nei primi sei mesi del 2009 ben il 58% delle auto in circolazione era dotato di questo sistema, in crescita di ben 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Questo incremento si è avuto anche in Italia – grazie alle vendite di vetture di segmento B e C – dove il tasso d’installazione è pari al 55% (+4% sul 2008) sebbene il nostro Paese risulti ancora leggermente al di sotto della media europea. Le performance migliori si sono registrate in Spagna, Lussemburgo, Gran Bretagna, Olanda e Belgio.

In controtendenza invece la Germania e la Francia, in flessione entrambe di 3 punti. Un dato legato all’aumento delle vendite di city car e utilitarie che spesso non adottano il controllo di stabilità.[!BANNER]

Noto sotto diverse etichette, dall’acronimo anglossassone di Electronic Stability Control ESC a quello tedesco ESP (Elektronisches Stabilitatsprogramm), il controllo elettronico della stabilità consente di rilevare la perdita di aderenza della vettura e agire sull’impianto frenante per riportare l’auto in condizioni di sicurezza.

Secondo solo all’Abs e all’Airbag (quest’ultimo è un sistema di sicurezza “passivo”), il controllo della stabilità sarà obbligatorio a partire dal 2011 su tutte le auto di nuova immatricolazione – lo ha stabilito l’Unione europea lo scorso marzo – aumentando il livello di sicurezza degli automobilisti.